Acerbi, nell’amore per l’arte il vero segreto di famiglia

12 NOV 13
Ultimo aggiornamento: 16:3816 MAG 25
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Immagine di Acerbi, nell’amore per l’arte il vero segreto di famiglia
Non chiamatela semplicemente gioielleria. Perché tra dipinti, orologi e antiquariato, il repertorio dei preziosi è estremamente variegato. L’amore per l’arte e per il bello rappresenta il filo conduttore che si è trasmesso di generazione in generazione nella famiglia Acerbi, alla guida dell’omonima gioielleria in corso Garibaldi al civico 115.
Da Carlo, pittore cremonese d’inizio Novecento, al figlio Luigi, che cominciò l’attività come orafo e ha trasmesso la stessa passione ai figli, Paola, laureata in Scienze Naturali ed esperta nell’ambito gemmologico e l’avvocato Antonio, specializzato in Argenti Antichi con la vocazione per l’architettura, dedito alla parte organizzativa e amministrativa.
Respirando in famiglia l’amore per il bello, l’orafo e argentiere Luigi ha iniziato la sua attività come artigiano il 28 novembre 1952 nel negozio-laboratorio in corso Vacchelli, dove disegnava e realizzava gioielli, insegnando anche l’arte orafa ad alcuni giovani apprendisti. L’attività si è poi trasferita in via XX Settembre, e, più tardi, nell’attuale sede di corso Garibaldi. L’abilità nel lavorare metalli preziosi e l’innato gusto creativo, hanno portato Luigi ad ampliare la propria attività. È nata così la “MetalArte” che, negli anni del boom economico, ha esportato in tutto il mondo. Con questo marchio, Acerbi e il socio Luigi Menta hanno partecipato a mostre nazionali ricevendo premi e riconoscimenti, fra i quali il primo premio alla Mostra Mercato Internazionale dell’Artigianato di Firenze nel 1967, avendo creato un violino in argento 925 a grandezza naturale, unico nel suo genere, oltre a violini di misura più piccola e il conio per una medaglia con la riproduzione del Duomo e di Stradivari.
Notevole anche la produzione di Acerbi nell’arte sacra, tra cui il restauro della Croce di San Facio in Cattedrale, e di un crocifisso-reliquiario nella chiesa di San Pietro, l’esecuzione dei diademi per l’immagine della “Madonna della Fiducia” nella chiesa di San Daniele Po, la creazione della corona per la Madonna di Fatima nella chiesa di Cristo Re e delle corone per la Madonna e Gesù Bambino nel quadro venerato nella cappella dedicata alla “Madonnina dei Pescatori” in via Giordano.
La continuità familiare ha permesso di valorizzare l’attività, sviluppandola con mentalità imprenditoriale al passo con i tempi, ma con straordinario gusto classico e profonda conoscenza degli stili. Gioielli, argenti, con le preziose collezioni Buccellati e Raspini, orologi e antichità. Articoli prodotti con metalli e pietre preziose, «che possano davvero vantare il termine ‘gioiello’» spiegano Paola e Antonio. Senza seguire le tendenze, ma...

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