Quinta edizione di "Essere cittadini europei" Il viaggio della memoria con oltre 400 studenti toccherà Norimberga e Flossenburg

10 NOV 13
Ultimo aggiornamento: 16:4016 MAG 25
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Un'esperienza per non dimenticare le più atroci crudeltà della storia dell'uomo. Un viaggio che porterà oltre 400 ragazzi delle superiori di tutta la provincia tra i resti del campo di concentramento di Flossenburg e tra le vie di Norimberga, vera e propria capitale del Nazismo, divenuta ora simbolo universale dei Diritti Umani. È stata presentata questa mattina, all'I.I.S. “J. Torriani” di Cremona, la quinta edizione del progetto “Essere cittadini europei. Percorsi per una memoria europea attiva”. Tra i relatori, anche il senatore Luciano Pizzetti, che ha ricordato che “uno dei mali del nostro tempo è proprio la perdita della memoria. Perché viene progressivamente meno, prima occultata e poi addirittura negata”.
La responsabile del progetto, Ilde Bottoli, ha voluto sottolineare l'importanza di questa iniziativa, evoluzione di un percorso incominciato addirittura nel '96 con il primo viaggio della memoria a Dachau, Birnau e Uberlingen. «Quest'anno visiteremo il campo di Flossenburg – ha spiegato -, sicuramente non tra i più noti, ma tra i più crudeli per quanto riguarda l'eliminazione tramite lavoro. Un campo creato nel '38, in contemporanea con quello di Mauthausen, e nel quale sono stati uccisi diversi personaggi illustri. Tra questi, il teologo Dietrich Bonhoeffer e il generale Guglielmo Barbò, principe di Belgioioso d'Este». Il dirigente scolastico dell'I.I.S. Torriani, la professoressa Roberta Mozzi, ha ricordato che in questo viaggio (dal 14 al 16 aprile 2014) saranno coinvolti oltre 400 studenti, provenienti da 15 istituti della provincia.
Durante la conferenza è stata presentata anche la mostra “Perché non accada mai più. Ricordiamo” a cura dell'Anffas dell'Emilia Romagna. L'esposizione, che sarà al centro culturale San Vitale di Cremona dal 16 al 24 novembre (per poi trasferirsi al liceo Anguissola e al Torriani) ripercorre le tappe dell'eliminazione nazista dei disabili e dei malati di menti. «I medici che si sono resi responsabili delle più grandi atrocità del nazismo hanno incominciato così i loro esperimenti di morte - ha ricordato Dario Diotti, presidente di Anffas Cremona -. La mostra porterà per la prima volta queste testimonianze in città».