La crisi svuota lo studio del dentista visite private in calo del 30 per cento

In questo momento di crisi, in Lombardia, un cittadino su tre rinuncia alle cure odontoiatriche. Lo rileva la sezione regionale della Associazione nazionale dentisti italiani, l’associazione di categoria più rappresentativa del settore. Anche a Cremona, non è la semplice otturazione che spaventa, ma la necessità di interventi più costosi. Per questo spesso si rinvia anche la visita di controllo e si chiama lo specialista solo in emergenza.
Il calo delle visite nel privato è sensibile, superiore al 30%. Nel pubblico le liste di attesa restano lunghissime - provate ad avere mal di denti e ad essere prenotati per aprile - e in diversi decidono di non fissare appuntamenti quando analizzano il preventivo.
Soffermiamoci sul pubblico. Dal 24 ottobre gli ambulatori odontoiatrici si sono trasferiti dalla vecchia sede Inam di viale Trento e Trieste al quinto piano dell’Ospedale Maggiore. I medici del servizio sono sempre 6, con 12 assistenti, gli orari non cambiano e resta immutata l’attività, sia conservativa che estrattiva. Per ragioni di costi, l’odontoiatria pubblica continua a preparare apparecchi funzionali mobili e protesi rimovibili, mentre, in realtà, sono molto più richiesti apparecchi fissi (per i bambini) e protesi fisse per gli anziani. E questo è un aspetto non secondario, sembra, nel mercato odontoiatrico.
Il ragionamento è: se non li fa la Mutua e sono richiesti, qualcun altro potrebbe farli a prezzi competitivi. Il mercato del discount odontoiatrico, come si sa, è molto vivace. Gli apparecchi e le protesi della Mutua sono decisamente a buon mercato. Una protesi mobile per un anziano costa attorno ai 600 euro mentre in uno studio privato costerebbe 1.500.
La lista di attesa, in questi giorni, arriva fino ad aprile. Ma attenzione: si prenota la visita, non la seduta per la cura. Dunque in aprile il medico può diagnosticare, per esempio, il bisogno di un’otturazione. Ma per l’appuntamento si dovrà ripassare dal Cup (il centro unico prenotazioni). Gli ambulatori, per le urgenze, riservano solamente 2 ore alla settimana.
Il pubblico toglie clienti al privato? Si direbbe di no, perché la maggioranza dei clienti della struttura pubblica è esentata dal pagamento (per legge regionale, infatti, l’accesso alle cure odontoiatriche è gratuito per chi ha un reddito inferiore agli 8 mila euro annui). E tra quei pochi pazienti paganti, in diversi rinunciano a proseguire le cure una volta a conoscenza del possibile ammontare della fattura.
Un esempio. Abu è un giovane immigrato di origine ivoriana...
Il calo delle visite nel privato è sensibile, superiore al 30%. Nel pubblico le liste di attesa restano lunghissime - provate ad avere mal di denti e ad essere prenotati per aprile - e in diversi decidono di non fissare appuntamenti quando analizzano il preventivo.
Soffermiamoci sul pubblico. Dal 24 ottobre gli ambulatori odontoiatrici si sono trasferiti dalla vecchia sede Inam di viale Trento e Trieste al quinto piano dell’Ospedale Maggiore. I medici del servizio sono sempre 6, con 12 assistenti, gli orari non cambiano e resta immutata l’attività, sia conservativa che estrattiva. Per ragioni di costi, l’odontoiatria pubblica continua a preparare apparecchi funzionali mobili e protesi rimovibili, mentre, in realtà, sono molto più richiesti apparecchi fissi (per i bambini) e protesi fisse per gli anziani. E questo è un aspetto non secondario, sembra, nel mercato odontoiatrico.
Il ragionamento è: se non li fa la Mutua e sono richiesti, qualcun altro potrebbe farli a prezzi competitivi. Il mercato del discount odontoiatrico, come si sa, è molto vivace. Gli apparecchi e le protesi della Mutua sono decisamente a buon mercato. Una protesi mobile per un anziano costa attorno ai 600 euro mentre in uno studio privato costerebbe 1.500.
La lista di attesa, in questi giorni, arriva fino ad aprile. Ma attenzione: si prenota la visita, non la seduta per la cura. Dunque in aprile il medico può diagnosticare, per esempio, il bisogno di un’otturazione. Ma per l’appuntamento si dovrà ripassare dal Cup (il centro unico prenotazioni). Gli ambulatori, per le urgenze, riservano solamente 2 ore alla settimana.
Il pubblico toglie clienti al privato? Si direbbe di no, perché la maggioranza dei clienti della struttura pubblica è esentata dal pagamento (per legge regionale, infatti, l’accesso alle cure odontoiatriche è gratuito per chi ha un reddito inferiore agli 8 mila euro annui). E tra quei pochi pazienti paganti, in diversi rinunciano a proseguire le cure una volta a conoscenza del possibile ammontare della fattura.
Un esempio. Abu è un giovane immigrato di origine ivoriana...
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