Sabato 9 novembre alle 17 alle Paoline la presentazione del libro “Beato Rolando Rivi”

5 NOV 13
Ultimo aggiornamento: 22:3917 GIU 26
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Immagine di Sabato 9 novembre alle 17 alle Paoline la presentazione del libro “Beato Rolando Rivi”
Sarà presentato nel pomeriggio di sabato 9 novembre, alle 17, presso la sala conferenze della Libreria Paoline di via Decia, a Cremona, il libro “Beato Rolando Rivi” (edizioni San Paolo). L’incontro, moderato da don Claudio Rasoli, direttore dell’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali, vedrà intervenire l’autrice, Paola Giovetti, e la professoressa Rinalda Rossi. La docente cremonese, insegnante alle medie cittadine “Campi” e “Sacra Famiglia”, insieme a un gruppo di ragazzi ha approfondito la figura di questo giovane seminarista emiliano torturato e ucciso dai partigiani comunisti durante la seconda guerra mondiale. Il gruppo cremonese ha anche preso parte alla cerimonia di beatificazione avvenuta a Modena lo scorso 5 ottobre. La presentazione del volume sarà occasione anche per ricordare i sacerdoti che durante il secondo conflitto mondiale hanno perso la vita nello svolgimento del loro ministero pastorale. L’appuntamento del 9 novembre continua il percorso culturale promosso dall’Ufficio per le comunicazioni sociali insieme al Centro pastorale e alle Paoline di Cremona. A inaugurare il ciclo di incontri il mese scorso era stata la presentazione dell’enciclica “Lumen fidei” attraverso l’interessante confronto tra un laico, il prof. Carmine Lazzarini, e un credente, don Paolo Arienti.
Il beato Rolando Rivi – Rolando Rivi nacque il 7 gennaio 1931 a S. Valentino, nel comune di Castellarano (Reggio Emilia). Ragazzo intelligente e vivace, «il più scatenato nei giochi, il più assorto nella preghiera», maturò presto un’autentica vocazione al sacerdozio. Nel 1942, a soli 11 anni, il ragazzo entrò in seminario e vestì per la prima volta l’abito talare, che non lascerà più sino al martirio. Nell’estate del 1944 il seminario fu occupato dai soldati tedeschi e Rolando continuò gli studi sotto la guida del parroco. Il 10 aprile 1945, il giovane fu sequestrato, portato prigioniero a Piane di Monchio, sull’Appennino modenese, rinchiuso in un casolare per tre giorni, brutalmente picchiato e torturato. Venerdì 13 aprile 1945, alle tre del pomeriggio, Rolando, a soli 14 anni, fu spogliato a forza della sua veste e trascinato in un bosco di Piane di Monchio, dove fu ucciso con due colpi di pistola da alcuni partigiani comunisti.