Addio vecchia filiale, si cambia

C'era una volta la cara vecchia filiale sotto casa. Dove il correntista si trovava in famiglia e il rapporto con il direttore era confidenziale. Favole di una volta. Perché in tempo di crisi e tagli, il primo passo è la riorganizzazione delle filiali. Prima spuntate come funghi, ora accorpate e ridotte.
La Banca Popolare di Milano ha già intrapreso questa strada. E la Popolare di Cremona è pronta a seguirla. Con una riduzione dei servizi in quindici filiali e l’ ‘eliminazione’ della figura del direttore. Il modello di riorganizzazione - che dovrebbe entrare a pieno regime nel febbraio 2014 - si chiama “hub and spoke” ed è mutuato dalle compagnie aeree, dove, in sostanza, i servizi premium vengono offerti nelle sedi più importanti, in posizioni di prime location, mentre quelle ‘satellite’ si limitano ai servizi di base. Un meccanismo simile verrà applicato alle banche: le filiali dislocate sul territorio non forniranno più i medesimi servizi, ma saranno riorganizzate con una diversa gerarchia.
«In pratica, la totalità dei servizi si concentrerà soltanto in alcune filiali, che assumeranno il ruolo di capofila - spiega il segretario provinciale della Fabi, Giuseppe Uva -, mentre altre agenzie vedranno ridotto il loro ruolo, perdendo anche la figura del direttore. Per quanto riguarda la Popolare, questo succederà in quindici filiali del territorio e i rispettivi direttori dovranno essere ricollocati». Tra le filiali che assumeranno il ruolo di capofila, ve ne sono alcune in città e altre in provincia, tra cui Casalbuttano, Ostiano, Soresina e le casalasche Piadena, Torre de’ Picenardi e Scandolara Ravara. Quindici gli sportelli ‘minori’ che invece dovranno far riferimento alle capofila: a Cremona l’agenzia 6 e quella di Cavatigozzi, Corte de’ Frati, Castelverde, Vescovato, Gadesco, alcune presenti in paesi più piccoli della Bassa, una sul cremasco e due nel bresciano. Nessun taglio verrà operato sul personale, che sarà interessato, di fatto, a una ridistribuzione delle competenze.
La Banca Popolare di Milano ha già intrapreso questa strada. E la Popolare di Cremona è pronta a seguirla. Con una riduzione dei servizi in quindici filiali e l’ ‘eliminazione’ della figura del direttore. Il modello di riorganizzazione - che dovrebbe entrare a pieno regime nel febbraio 2014 - si chiama “hub and spoke” ed è mutuato dalle compagnie aeree, dove, in sostanza, i servizi premium vengono offerti nelle sedi più importanti, in posizioni di prime location, mentre quelle ‘satellite’ si limitano ai servizi di base. Un meccanismo simile verrà applicato alle banche: le filiali dislocate sul territorio non forniranno più i medesimi servizi, ma saranno riorganizzate con una diversa gerarchia.
«In pratica, la totalità dei servizi si concentrerà soltanto in alcune filiali, che assumeranno il ruolo di capofila - spiega il segretario provinciale della Fabi, Giuseppe Uva -, mentre altre agenzie vedranno ridotto il loro ruolo, perdendo anche la figura del direttore. Per quanto riguarda la Popolare, questo succederà in quindici filiali del territorio e i rispettivi direttori dovranno essere ricollocati». Tra le filiali che assumeranno il ruolo di capofila, ve ne sono alcune in città e altre in provincia, tra cui Casalbuttano, Ostiano, Soresina e le casalasche Piadena, Torre de’ Picenardi e Scandolara Ravara. Quindici gli sportelli ‘minori’ che invece dovranno far riferimento alle capofila: a Cremona l’agenzia 6 e quella di Cavatigozzi, Corte de’ Frati, Castelverde, Vescovato, Gadesco, alcune presenti in paesi più piccoli della Bassa, una sul cremasco e due nel bresciano. Nessun taglio verrà operato sul personale, che sarà interessato, di fatto, a una ridistribuzione delle competenze.
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