Sulle tavole dei poveri il cibo non consumato a scuola

Basta sprechi. Il cibo che non viene consumato nelle mense scolastiche sarà donato a chi ne ha bisogno. In tempo di crisi non si può sprecare una sola briciola e così anche a Cremona il Comune sta pensando a formule che possano da un lato fare evitare sprechi e dall’altro dare un contributo a chi fa fatica a mettere in tavola un piatto di pasta. Così, l’assessore alle politiche educative Jane Alquati sta valutando la possibilità di creare una collaborazione con Caritas che oltre alla Casa dell’Accoglienza gestisce anche la “mensa dei poveri”. «E’ da tempo che l’idea esiste - spiega don Antonio Pezzetti - ma si deve trovare la modalità corretta, nel rispetto delle normative e della tempistica del servizio. Non è semplice ma si sta lavorando».
Un argomento che sta tenendo banco anche a livello regionale ed è strettamente connesso alla stesura dei menù. Nelle mense scolastiche infatti sono stati introdotti alimenti non graditi ai bambini: tofu e grano saraceno sono gli imputati numero uno all’interno di liste in cui gli esperti dell’alimentazione cercano di inserire molta verdura e frutta. Ma il costo, sempre più alto dei pasti, cozza troppo spesso con il rifiuto dei più piccoli. Le proteste dei genitori non si sono fatte attendere e così il Pirellone si è fatto promotore di un menù che comprendesse in proporzioni identiche alimenti locali e a chilometro zero. Ieri in discussione in Commissione Agricoltura la modifica al “Testo unico delle leggi regionali in materia di Agricoltura, Foreste, Pesca e Sviluppo Rurale” relativa alla promozione delle specialità territoriali. L’obiettivo di alcune componenti politiche è quella di introdurre cambiamenti sostanziali sulle procedure di appalto pubblico per quanto riguarda le forniture di prodotti agricoli e agroalimentari destinati proprio alla ristorazione collettiva.
Un argomento che sta tenendo banco anche a livello regionale ed è strettamente connesso alla stesura dei menù. Nelle mense scolastiche infatti sono stati introdotti alimenti non graditi ai bambini: tofu e grano saraceno sono gli imputati numero uno all’interno di liste in cui gli esperti dell’alimentazione cercano di inserire molta verdura e frutta. Ma il costo, sempre più alto dei pasti, cozza troppo spesso con il rifiuto dei più piccoli. Le proteste dei genitori non si sono fatte attendere e così il Pirellone si è fatto promotore di un menù che comprendesse in proporzioni identiche alimenti locali e a chilometro zero. Ieri in discussione in Commissione Agricoltura la modifica al “Testo unico delle leggi regionali in materia di Agricoltura, Foreste, Pesca e Sviluppo Rurale” relativa alla promozione delle specialità territoriali. L’obiettivo di alcune componenti politiche è quella di introdurre cambiamenti sostanziali sulle procedure di appalto pubblico per quanto riguarda le forniture di prodotti agricoli e agroalimentari destinati proprio alla ristorazione collettiva.
Intanto, però, sono 151 le famiglie che non pagano la mensa scolastica e che per questo rischiano l’esclusione dal servizio o un procedimento di riscossione coatta del debito.
Una morosità del 4,76% che a livello economico rende il Comune di Cremona creditore di 38 mila euro. Cifre che si riferiscono all’anno scolastico 2012/2013 e che quindi non tengono conto del recente rialzo tariffario (da 4,75 euro a 5 a pasto).
La preoccupazione è che il prossimo monitoraggio della situazione, solitamente effettuato da settembre a novembre, possa fare emergere un nuovo aumento delle posizioni di insolvenza, sulle quali di recente si è attivato un sistema di stretta vigilanza.
LEGGI L'INCHESTA COMPLETA SUL NUMERO DI MONDO PADANO IN EDICOLA DAL 1 NOVEMBRE
Una morosità del 4,76% che a livello economico rende il Comune di Cremona creditore di 38 mila euro. Cifre che si riferiscono all’anno scolastico 2012/2013 e che quindi non tengono conto del recente rialzo tariffario (da 4,75 euro a 5 a pasto).
La preoccupazione è che il prossimo monitoraggio della situazione, solitamente effettuato da settembre a novembre, possa fare emergere un nuovo aumento delle posizioni di insolvenza, sulle quali di recente si è attivato un sistema di stretta vigilanza.
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