Le professioni battono la crisi: in provincia sono quasi 10.000. Ai primi 3 posti infermieri, medici e ingegneri

Al primo posto troneggia, irraggiungibile, la sanità, forte di ben 2.861 infermieri e 1.895 medici chirurghi e odontoiatri. Sul terzo gradino del podio gli ingegneri, 975 in provincia di Cremona. Complessivamente è un esercito di quasi 10 mila professionisti, in continua crescita negli ultimi settant’anni se si pensa che il 30 agosto del 1945, quando fu fondata l’Associazione che li rappresenta, gli iscritti erano poco più di mille. Oggi i 20 ordini, collegi e associazioni di professionisti e dirigenti hanno raggiunto quota 9.988. Certo, la crisi economica si è sentita anche da queste parti. Tuttavia - fa notare il presidente dell’Associazione, Ernesto Quinto - anche nel 2013 il livello degli occupati è cresciuto di 8 mila unità». La spiegazione c’è: «La vera ricchezza, il patrimonio degli ordini professionali è rappresentato dal capitale umano. Anche se qualche episodica riduzione di personale si è verificata, nel complesso non è stata un’emorragia di professionisti che, poi, sarebbe stato molto laborioso e lungo ritrovare o formare. Al più, si è fatto ricorso agli ammortizzatori sociali».
D’altro canto, i problemi non mancano nemmeno qui. «Quello più sentito riguarda la difficoltà nel riuscire ad incassare il corrispettivo per le proprie prestazioni. Con la crisi di liquidità che ha pesantemente colpito le aziende e il giro di vite imposto dalle banche alla concessione del credito, anche i professionisti ne hanno risentito.
«Il quadro è questo - conferma Quinto - con un riflesso a cascata sulla rapidità con la quale i professionisti riescono a riscuotere i loro crediti. Gli studi subiscono la mancanza di liquidità delle imprese. A soffrire maggiormente sono le professioni legate a doppio filo all’edilizia, uno dei settori più colpiti. In particolare gli architetti, i geometri, gli ingegneri e i periti industriali. Persino gli infermieri, che in passato avevano registrato una crescita record, oggi scontano le difficoltà legate alla crisi economica di alcune cooperative.
La musica cambia almeno in parte per altre categorie, ad esempio i commercialisti, gli avvocati e i consulenti del lavoro la cui attività è addirittura aumentata per il moltiplicarsi delle procedure concorsuali legate alla chiusura di molte aziende. Peraltro, a dispetto di una situazione di difficoltà generale che va ad impattare negativamente sui pagamenti, gli ultimi anni si è registrata una domanda crescente di nuovi servizi da parte delle aziende. «Oggi - osserva Quinto - l’imprenditore ha bisogno di tutta una serie di servizi su misura e consulenze ad hoc necessarie per sapere come comportarsi in determinate situazioni potenzialmente problematiche».
Comunque, congiuntura negativa a parte, esercitare la libera professione rappresenta ancora oggi una scelta di vita ambita. Anche se tutt’altro che facile, con un percorso di studi che prosegue dopo l’università con il tirocinio o il praticantato necessario per sostenere l’esame di abilitazione.
D’altro canto, i problemi non mancano nemmeno qui. «Quello più sentito riguarda la difficoltà nel riuscire ad incassare il corrispettivo per le proprie prestazioni. Con la crisi di liquidità che ha pesantemente colpito le aziende e il giro di vite imposto dalle banche alla concessione del credito, anche i professionisti ne hanno risentito.
«Il quadro è questo - conferma Quinto - con un riflesso a cascata sulla rapidità con la quale i professionisti riescono a riscuotere i loro crediti. Gli studi subiscono la mancanza di liquidità delle imprese. A soffrire maggiormente sono le professioni legate a doppio filo all’edilizia, uno dei settori più colpiti. In particolare gli architetti, i geometri, gli ingegneri e i periti industriali. Persino gli infermieri, che in passato avevano registrato una crescita record, oggi scontano le difficoltà legate alla crisi economica di alcune cooperative.
La musica cambia almeno in parte per altre categorie, ad esempio i commercialisti, gli avvocati e i consulenti del lavoro la cui attività è addirittura aumentata per il moltiplicarsi delle procedure concorsuali legate alla chiusura di molte aziende. Peraltro, a dispetto di una situazione di difficoltà generale che va ad impattare negativamente sui pagamenti, gli ultimi anni si è registrata una domanda crescente di nuovi servizi da parte delle aziende. «Oggi - osserva Quinto - l’imprenditore ha bisogno di tutta una serie di servizi su misura e consulenze ad hoc necessarie per sapere come comportarsi in determinate situazioni potenzialmente problematiche».
Comunque, congiuntura negativa a parte, esercitare la libera professione rappresenta ancora oggi una scelta di vita ambita. Anche se tutt’altro che facile, con un percorso di studi che prosegue dopo l’università con il tirocinio o il praticantato necessario per sostenere l’esame di abilitazione.
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