Un Comitato per rompere il Patto di stabilità La lega dice no al vincolo sui fondi comunali e avanza una mozione in Consiglio

Presto in Consiglio comunale arriverà la mozione per chiedere la rottura del patto di stabilità. L'ha comunicato Alberto Torazzi, consigliere della Lega Nord e rappresentante del Comitato “Rompiamo il patto”, durante la riunione bipartisan convocata a fine settimana. Presenti anche numerosi esponenti del mondo politico locale come i capigruppo in consiglio comunale Antonio Agazzi (Servire il cittadino), Laura Zanibelli (Pdl), e Cristian Di Feo (M5S). «Il comune di Crema ha un avanzo di bilancio di oltre 3 milioni di euro, ma non lo può usare a causa del Patto di Stabilità – afferma Torazzi - Niente tagli all’erba delle aiuole, niente opere di manutenzione straordinaria, difficoltà nel compiere anche i più piccoli investimenti». Una situazione confermata dalla testimonianza dell'assessore al bilancio Morena Saltini, che con il presidente della Consulta dei Sindaci Gian Pietro Denti e il sindaco di Casaletto Ceredano Aldo Casorati ha esposto la difficoltà di lavorare e attenersi le strette maglie del patto di stabilità.
«Il Patto è anche un vincolo che impedisce sia di realizzare nuove opere pubbliche sia di effettuare interventi di manutenzione straordinaria – commenta Saltini - Una regola che congela i soldi a disposizione e che impedisce al comune di utilizzarli». Decisa la posizione del Comitato, che chiede di trovare un meccanismo in grado di premiare le amministrazioni virtuose, permettendo loro di usare i soldi avanzati per i propri cittadini, e non per coprire il deficit di altri comuni meno attenti o non soggetti al patto di stabilità. Il capogruppo leghista Torazzi risponde con una mozione per sbloccare le risorse congelate dal Patto: «Con questi soldi si potrebbero avviare e terminare moltissime opere di pubblica utilità che potrebbero migliorare significativamente la vita quotidiana delle persone». L’intenzione è quella di inviare a Roma un documento per chiedere che ogni comune sia in grado di gestire i propri fondi.
«Il Patto è anche un vincolo che impedisce sia di realizzare nuove opere pubbliche sia di effettuare interventi di manutenzione straordinaria – commenta Saltini - Una regola che congela i soldi a disposizione e che impedisce al comune di utilizzarli». Decisa la posizione del Comitato, che chiede di trovare un meccanismo in grado di premiare le amministrazioni virtuose, permettendo loro di usare i soldi avanzati per i propri cittadini, e non per coprire il deficit di altri comuni meno attenti o non soggetti al patto di stabilità. Il capogruppo leghista Torazzi risponde con una mozione per sbloccare le risorse congelate dal Patto: «Con questi soldi si potrebbero avviare e terminare moltissime opere di pubblica utilità che potrebbero migliorare significativamente la vita quotidiana delle persone». L’intenzione è quella di inviare a Roma un documento per chiedere che ogni comune sia in grado di gestire i propri fondi.