Attrarre le imprese sul territorio: in Piemonte si fa così

In attesa che la Regione batta un colpo (l’Associazione Industriali di Cremona, la scorsa settimana, durante l’assemblea annuale, ha rivolto un appello diretto al presidente Maroni, ndr), all’estero esistono da un paio di decenni e anche in Italia c’è chi, come il Piemonte, ne ha fatto buon uso già da qualche tempo.
Stiamo parlando delle cosiddette Enterprise Zone, aree per lo sviluppo agevolato capaci di attrarre investimenti di nuove imprese grazie a bassi costi di insediamento, burocrazia zero, servizi efficienti, logistica adeguata e manodopera specializzata.
In provincia di Cremona, come noto, esiste Tencara, un’area vergine di cento ettari che si presterebbe in modo ottimale a questo utilizzo, anche grazie ad una felice posizione geografica e all’interconnesione fra la gomma, il ferro e l’acqua essendo il terminale del Canale navigabile Cremona-Milano.
Tempo fa gli enti locali cremonesi avevano affidato al Centro di Ricerca per lo Sviluppo Imprenditoriale della Cattolica il compito di elaborare un progetto ed un piano economico per lo sviluppo di Tencara. Oggi tutto è pronto ma resta da sciogliere il nodo delle risorse. Infrastrutturare l’area richiederebbe poco più di 43 milioni di euro. Sicuramente tanti per una provincia come Cremona, ma a ben guardare pochissimi per una regione come la Lombardia. Semprechè ci si creda, naturalmente. Proprio il sostegno - non solo finanziario - del Pirellone è indispensabile perchè questo progetto possa diventare realtà. Esattamente come è accaduto in Piemonte - non a caso preso come esempio nel progetto di Tencara - dove grazie ad un’apposita agenzia (Itp invest), poi confluita nel Centro Estero per l’Internazionalizzazione (Ceipiemonte), sono state create alcune migliaia di posti di lavoro fra diretti e indotto favorendo l’insediamento di un centinaio di imprese. Dal 2007 ad oggi sono ben 150 le aziende, fra quelle che si sono insediate e quelle semplicemente assistite, che hanno beneficiato degli strumenti messi a disposizione di Ceipiemonte. Di queste, 18 imprese hanno deciso di mettere base in questa regione sfruttando le opportunità del contratto di insediamento. Le aziende che si sono avvalse di questo strumento hanno portato circa 300 milioni euro di investimenti effettivi, a fronte di oltre 25 milioni di euro erogati a fondo perduto e circa 1.200 addetti diretti. Senza contare l’indotto.
In Italia il Piemonte ha sicuramente fatto da apripista, ma proprio per questo suona strano che una regione evoluta ed economicamente importante come la Lombardia non abbia almeno preso in considerazione di seguirne l’esempio.
D’altra parte il Piemonte è stata la prima a varare una legge regionale, il cosiddetto Contratto di Insediamento, finalizzata a favorire l’atterraggio e lo sviluppo di investimenti produttivi dall’estero, il reinsediamento di imprese che hanno delocalizzato gli impianti produttivi e l’insediamento di aziende non ancora presenti in Piemonte.
Stiamo parlando delle cosiddette Enterprise Zone, aree per lo sviluppo agevolato capaci di attrarre investimenti di nuove imprese grazie a bassi costi di insediamento, burocrazia zero, servizi efficienti, logistica adeguata e manodopera specializzata.
In provincia di Cremona, come noto, esiste Tencara, un’area vergine di cento ettari che si presterebbe in modo ottimale a questo utilizzo, anche grazie ad una felice posizione geografica e all’interconnesione fra la gomma, il ferro e l’acqua essendo il terminale del Canale navigabile Cremona-Milano.
Tempo fa gli enti locali cremonesi avevano affidato al Centro di Ricerca per lo Sviluppo Imprenditoriale della Cattolica il compito di elaborare un progetto ed un piano economico per lo sviluppo di Tencara. Oggi tutto è pronto ma resta da sciogliere il nodo delle risorse. Infrastrutturare l’area richiederebbe poco più di 43 milioni di euro. Sicuramente tanti per una provincia come Cremona, ma a ben guardare pochissimi per una regione come la Lombardia. Semprechè ci si creda, naturalmente. Proprio il sostegno - non solo finanziario - del Pirellone è indispensabile perchè questo progetto possa diventare realtà. Esattamente come è accaduto in Piemonte - non a caso preso come esempio nel progetto di Tencara - dove grazie ad un’apposita agenzia (Itp invest), poi confluita nel Centro Estero per l’Internazionalizzazione (Ceipiemonte), sono state create alcune migliaia di posti di lavoro fra diretti e indotto favorendo l’insediamento di un centinaio di imprese. Dal 2007 ad oggi sono ben 150 le aziende, fra quelle che si sono insediate e quelle semplicemente assistite, che hanno beneficiato degli strumenti messi a disposizione di Ceipiemonte. Di queste, 18 imprese hanno deciso di mettere base in questa regione sfruttando le opportunità del contratto di insediamento. Le aziende che si sono avvalse di questo strumento hanno portato circa 300 milioni euro di investimenti effettivi, a fronte di oltre 25 milioni di euro erogati a fondo perduto e circa 1.200 addetti diretti. Senza contare l’indotto.
In Italia il Piemonte ha sicuramente fatto da apripista, ma proprio per questo suona strano che una regione evoluta ed economicamente importante come la Lombardia non abbia almeno preso in considerazione di seguirne l’esempio.
D’altra parte il Piemonte è stata la prima a varare una legge regionale, il cosiddetto Contratto di Insediamento, finalizzata a favorire l’atterraggio e lo sviluppo di investimenti produttivi dall’estero, il reinsediamento di imprese che hanno delocalizzato gli impianti produttivi e l’insediamento di aziende non ancora presenti in Piemonte.
(IL SERVIZIO INTEGRALE SU MONDO PADANO IN EDICOLA QUESTA SETTIMANA)