Crema, emergenza senzatetto: la Caritas chiede un dormitorio

Sono circa cinquanta i senzatetto cremaschi che, sorpresi dai primi freddi invernali, saranno costretti a dormire all’addiaccio.
L’allarme arriva direttamente dalla Caritas, primo punto di contatto per chi vive in condizioni di estrema fragilità. Cifre incalzate dalla crisi, che nei prossimi mesi sono destinate ad aumentare a causa dell’emergenza sfratti e dal problema legato alle morosità nel pagamento di affitti e utenze.
La preoccupazione sorge soprattutto negli operatori sociali che, come accade al Centro di Ascolto diocesano, sono in costante contatto con chi vive situazioni di fragilità. «Si tratta di persone che non sono in grado di garantirsi un alloggio, o che talvolta scelgono di vivere senza un tetto» afferma don Francesco Gipponi, direttore della Caritas diocesana. L’ente ha a disposizione 30 posti di accoglienza complessivi, di cui cinque destinati a situazioni d’emergenza. Spazi quasi saturi, che non riescono ad esaurire la domanda e l’idea di un dormitorio per accogliere persone senza dimora. «Pur non avendo una situazione particolarmente critica, Crema non è diversa dalle altre città: si cercherà di realizzare in maniera temporanea ciò che altre realtà hanno già pensato da tempo», chiosa il sacerdote.
L’allarme arriva direttamente dalla Caritas, primo punto di contatto per chi vive in condizioni di estrema fragilità. Cifre incalzate dalla crisi, che nei prossimi mesi sono destinate ad aumentare a causa dell’emergenza sfratti e dal problema legato alle morosità nel pagamento di affitti e utenze.
La preoccupazione sorge soprattutto negli operatori sociali che, come accade al Centro di Ascolto diocesano, sono in costante contatto con chi vive situazioni di fragilità. «Si tratta di persone che non sono in grado di garantirsi un alloggio, o che talvolta scelgono di vivere senza un tetto» afferma don Francesco Gipponi, direttore della Caritas diocesana. L’ente ha a disposizione 30 posti di accoglienza complessivi, di cui cinque destinati a situazioni d’emergenza. Spazi quasi saturi, che non riescono ad esaurire la domanda e l’idea di un dormitorio per accogliere persone senza dimora. «Pur non avendo una situazione particolarmente critica, Crema non è diversa dalle altre città: si cercherà di realizzare in maniera temporanea ciò che altre realtà hanno già pensato da tempo», chiosa il sacerdote.
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