Il popolo della rete si mobilità per Romolo "Lasciatelo in quella cascina"

A Cascina Dossetto la vita continua come sempre, come nulla fosse. Nello “studio” di Romolo, “il guaritore”, si entra ai soliti orari, quelli stampati nero su bianco e affissi sulla porta di legno tarlato. La coda dei pazienti in attesa non è particolarmente lunga, ma il tempo che il contadino, ormai sulla soglia dei novant’anni, dedica alla cura degli altri sta per scadere. Sono le undici, e lui deve correre ad aiutare il fratello nei lavori agricoli. «Molta gente mi ha chiesto che fine farò - racconta, riferendosi alla possibilità che l’affitto della terra su cui vive e lavora da 84 anni non gli venga più rinnovato -. Tanti si sono preoccupati per me, tutti mi hanno detto di stare tranquillo, ma è difficile». Gente comune, ma anche molte personalità che in modo informale gli hanno dimostrato la loro solidarietà. Anche solo avvicinandolo per stringergli la mano e dirgli di tenere duro.
Romolo si muove adagio nella “sua” aia. Lo sguardo si sposta rapido dal barchessale sbilenco che si apre sui campi e il porticato ammaccato che un tempo ospitava stalle e pollaio. Questa è la quotidianità da cui, forse, il 13 novembre prossimo potrebbe essere strappato. O almeno, questa sarebbe l’intenzione dei proprietari che ad agosto, con una visita a sorpresa, hanno fatto presente all’aggiustaossa come il contratto agricolo, che ancora li lega, fosse in scadenza e come lui dovesse trovarsi una una nuova sistemazione. Tanto è bastato per metterlo in allarme e chiedere aiuto ad un legale, l’avvocato Elena Monticelli, mentre la notizia ha fatto rapidamente il giro del Boschetto e di Cremona, dove Romolo è un’istituzione. Lui, uomo d’altri tempi, attaccato alla vita reale, non conosce quella virtuale, ma è proprio lì, tra Facebook e i social network che la sollevazione popolare in sua difesa ha preso corpo. I messaggi di incoraggiamento e le frasi in cui in qualche modo si condanna la scelta, per ora solo sulla carta, di allontanarlo, sono molteplici.
Romolo si muove adagio nella “sua” aia. Lo sguardo si sposta rapido dal barchessale sbilenco che si apre sui campi e il porticato ammaccato che un tempo ospitava stalle e pollaio. Questa è la quotidianità da cui, forse, il 13 novembre prossimo potrebbe essere strappato. O almeno, questa sarebbe l’intenzione dei proprietari che ad agosto, con una visita a sorpresa, hanno fatto presente all’aggiustaossa come il contratto agricolo, che ancora li lega, fosse in scadenza e come lui dovesse trovarsi una una nuova sistemazione. Tanto è bastato per metterlo in allarme e chiedere aiuto ad un legale, l’avvocato Elena Monticelli, mentre la notizia ha fatto rapidamente il giro del Boschetto e di Cremona, dove Romolo è un’istituzione. Lui, uomo d’altri tempi, attaccato alla vita reale, non conosce quella virtuale, ma è proprio lì, tra Facebook e i social network che la sollevazione popolare in sua difesa ha preso corpo. I messaggi di incoraggiamento e le frasi in cui in qualche modo si condanna la scelta, per ora solo sulla carta, di allontanarlo, sono molteplici.
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