Tumori al seno ogni anno 70 casi Convengo al Trecchi

Cremona capitale nazionale delle terapie di diagnosi e trattamento dei tumori al seno. Una leadeship che verrà rafforzata in occasione del 5° convegno internazionale che si terrà a Palazzo Trecchi dal 5 al 7 ottobre sul tema "Primary Systemic Treatment in the Management of operable breast cancer". All'incontro, organizzato dall'Azienda Ospedaliera di Cremona, interverranno luminari provenienti da ogni parte del mondo per illustrare le utlime innovazioni terapeutiche in materia di patologie mammarie e sarà l'occasione per svelare in anteprima un nuovo test genomico finalizzato a stabilire il reale beneficio di una chemioterapia e le probabilità che la malattia si presenti nuovamente.
L'ultima giornata del convegno servirà per relazionare i risultati ottenuti da un percorso avviato da molti anni. L'obiettivo finale è dedicato al paziente: i medici potranno personalizzare la cura a seconda dei casi di tumore e valutare le terapie meno invasive e più efficaci per ciascun soggetto. Prima di procedere con una chemioterapia, il nuovo metodo consente di stabilire a priori l'effettiva efficacia. In sintesi si lavorerà meno sulle statistiche e più sulla persona. Gli stessi medici che parteciperanno al convegno non si incontreranno per la prima volta, ma sono costantemente in contatto in un lavoro trasversale in cui l'ospedale di Cremona è sempre stato protagonista.
Ad attestare la rilevanza dei contenuti del convegno sono il riconoscimento dell'Asco (American Society of Clinical Oncology), che per la prima volta sostiene un evento made in Italy, e la partecipazione di alcuni fra gli oncologi più importanti a livello internazionale. Proprio per questo i contenuti scientifici, le novità e gli esiti delle tre giornate di studio saranno pubblicate su una delle riviste oncologiche più prestigiose a livello internazionale: il Journal of National Cancer Institute, rivista di riferimento per chi scrive le linee guida della terapia anti-tumorale nel mondo. E’ in sede di congresso, infatti, che sarà possibile aprire il confronto sul delicato tema della terapia al tumore mammario e mostrare gli ultimi risultati in termini di nuovi farmaci, nuove metodiche diagnostiche e nuovi bersagli molecolari per la terapia anti-cancro.
«In Italia – Spiega Alberto Bottini (Direttore della UO di Patologia Mammaria Breast Unit – Ospedale di Cremona) il carcinoma mammario è una malattia di forte rilevanza clinico-sanitaria. Si tratta, infatti, del tumore più frequente nel sesso femminile: ogni anno sono oltre 42.000 i nuovi casi e oltre 12.000 i decessi. Il tumore alla mammella colpisce nel nostro Paese circa una donna su 13. Nella Provincia di Cremona vi sono ogni anno 550 nuovi casi. Con questi numeri, ricerca, aggiornamento continuo e confronto tra specialisti di alto livello è d’obbligo. Le pazienti prese in carico dalla nostra Unità Operativa sono circa 350 e in media, ogni anno, si registrano 70 nuovi casi di tumore metastatico. Nel 2012 le visite di controllo e valutazione (follow-up) effettuate sulle nostre pazienti sono state 3.000. mentre 12.000 sono state le visite senologiche preventive».
Un dato significativo e soprattutto rassicurante riguarda la percentuale di guarigione che riguarda l’85- 90% dei casi. Non solo. I dati internazionali dell’ultimo decennio evidenziano una sensibile ma continua riduzione della mortalità (10%), questo grazie sia alle nuove terapie sia alle campagne di screening che hanno contribuito a diffondere la cultura della prevenzione.
«La quinta edizione – continua Bottini - vede l’Unità di Patologia Mammaria insieme alla UO di Oncologia Medica degli Spedali Civili di Brescia/Università degli Studi di Brescia puntare su prevenzione, trattamento chirurgico all’avanguardia e terapie innovative sempre più mirate grazie al supporto della biologia molecolare applicata al campo clinico; tutto questo coordinato da un team multidisciplinare, quale caratteristica essenziale del percorso di cura proposto e praticato dalla nostra èquipe in collaborazione con l’equipe del Prof Berruti».