Alla Gemal di Pieve San Giacomo il futuro è a impatto zero

La società nasce nel 1993, inizialmente con sede operativa a Derovere e quindi dal 2006 in corso Vacchelli a Cremona sino al 2012, e comincia con l’impiantistica elettrica e la termoidraulica. Nel 2001 la decisione di puntare sull’efficienza energetica, sia attraverso la ricerca che con la formazione, con l’innamoramento per l’energia solare che, nel 2006, porta alla partnership con Enel Green Power. Nel 2007 viene acquisito un terreno lottizzato a Pieve San Giacomo, ma il trasferimento non è immediato, perché la famiglia Lena decide di non chiedere un finanziamento iniziale ma di cominciare a sistemare e costruire un po’ per volta, investendo tutti gli utili all’interno dell’impresa. L’insediamento nella sede pievese avviene il 4 maggio 2012: l’edificio, all’interno del quale operano dieci persone nell’ufficio tecnico, dai cinque ai dieci operatori esterni, una decina di commerciali e una serie di collaboratori esterni sino a picchi di cinquanta elementi in organico, è in continua evoluzione e funziona come un banco di prova, perché vi vengono installate tutte le nuove tecnologie in uscita per essere testate prima di essere vendute, per offrire a famiglie e imprese un prodotto del quale si conosca ogni singolo dettaglio, su misura del cliente. La struttura ha un’importante anima verde: «Ci siamo ispirati all’idea di un edificio a impatto zero – spiega Marco Lena, amministratore unico –. Dal 2006 siamo premium partner con la Schüco, azienda tedesca dall’esperienza cinquantennale e leader nel settore dell’energia solare per quanto riguarda facciate e serramenti. La Gemal monta facciate continue con vetri basso emissivi a tripla camera, con un gas tra un vetro e l’altro che isola come un muro dall’esterno, per prestazioni energetiche migliori. Un’ampia vetrata è stata costruita a Sud, perché la luce del sole illumini i 600 metri quadrati di uffici consentendo di limitare l’illuminazione artificiale». Sul lato Sud i vetri basso emissivi hanno una particolarità ulteriore, ossia l’essere integrati dal fotovoltaico con una tecnologia denominata ProSol, una sorta di filigrana in micropannelli, montata in Italia da un numero d’aziende che si conta sulle dita di una mano.
I punti salienti di questa filosofia ecosostenibile sono diversi: in tutta la sede non esiste il gas e tutto è elettrico, con un sistema di riscaldamento e climatizzazione rispettivamente a battiscopa e a cornice, ambedue serviti da una centrale termica dotata di pompe di calore; nonostante si tratti di un edificio industriale si trova in classe A; gli infissi sono a bassa emissione; non esistono combustioni; filosoficamente viene anche fatta la raccolta differenziata; per gli spostamenti di manutenzione esterna viene usato un Doblò elettrico, con autonomia di 160 chilometri.
I punti salienti di questa filosofia ecosostenibile sono diversi: in tutta la sede non esiste il gas e tutto è elettrico, con un sistema di riscaldamento e climatizzazione rispettivamente a battiscopa e a cornice, ambedue serviti da una centrale termica dotata di pompe di calore; nonostante si tratti di un edificio industriale si trova in classe A; gli infissi sono a bassa emissione; non esistono combustioni; filosoficamente viene anche fatta la raccolta differenziata; per gli spostamenti di manutenzione esterna viene usato un Doblò elettrico, con autonomia di 160 chilometri.
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