Davigo e Salluzzo a Crema per Libera ultimo incontro sulla lotta alle mafie

Si conclude con successo “Senza corruzione riparte il futuro!”, prima iniziativa autunnale di “Verso il presidio di Libera nel Cremasco”: la città di Crema ha incontrato il referente di Libera Lombardia Davide Salluzzo ed il giudice della Cassazione Piercamillo Davigo.
«Al Presidente del Senato Al Presidente della Camera Vogliamo che lo Stato sequestri e confischi tutti i beni di provenienza illecita, da quelli dei mafiosi a quelli dei corrotti. Vogliamo che beni mobili e beni immobili confiscati siano rapidamente conferiti, attraverso lo stato e i comuni, alla collettività per creare lavoro, scuole, servizi, sicurezza, lotta al disagio».
Correva l’anno 1995, e cominciava così la petizione con la quale la neonata associazione Libera associazioni,nomi e numeri contro le mafie, chiedeva ai cittadini di sostenere una legge che promuovesse il riutilizzo sociale dei beni confiscati ai mafiosi ed ai corrotti. La risposta fu un milione di firme raccolte, e l’approvazione della legge 109 del 1996 che prevede l’uso sociale dei beni confiscati ai mafiosi. Una svolta incompleta, perchè nel corso dell’iter legislativo il termine “corrotti” venne stralciato, ed i beni confiscati a chi si macchia di questo reato esclusi dalla restituzione alla collettività. Queste circostanze venivano rievocate lo scorso 26 settembre a Crema, in una sala della Musica gremita, per bocca del referente di Libera Lombardia Davide Salluzzo. A diciotto anni da questi fatti, vent’anni dopo Tangentopoli, lo stato della lotta alla corruzione nel nostro Paese pare un disco rotto: il fenomeno vale 60 miliardi di euro l’anno, ma le condanne in primo grado della Corte dei Conti nel 2011 non raggiungevano che 75 milioni.
Corruzione: la condotta del pubblico ufficiale che riceve denaro o altra utilità in cambio di favori. Semplice sulla carta, problematico nella realtà. Parola di Piercamillo Davigo, oggi giudice della Cassazione, ex membro del pool di Mani Pulite. Complesso da riconoscere, perchè basta cambiare poche parole in una dichiarazione per passare a fattispecie simili ma diversamente punite. Così, è possibile essere ostaggio di questo fenomeno, e contemporaneamente avere lo stesso numero di condanne per corruzione della Finlandia, Paese di gran lunga più virtuoso. Eppure, riparare il disco si può: “la società civile, il cittadino deve indignarsi di fronte all’illegalità”, è la dritta con la quale il magistrato ha chiuso la serata. Dall’acquisto senza fattura al pizzo, l’indignazione è l’arma da tenere alta perchè il futuro riparta. La serata d’informazione sul tema della corruzione è stata organizzata dal nascente presidio di Libera nel Cremasco, e patrocinata dai Comuni di Crema e Bagnolo Cremasco; Altri eventi lo seguiranno presto, perchè anche nel territorio cremasco una cultura della legalità possa nascere e rinforzarsi. Partecipano al coordinamento: Arci Comitato territoriale Cremona, Caffè politico, Centro Giovanile San Luigi, comitato Soci Coop di Crema, coop. La Siembra, GAS sul Serio, GIT di Banca Etica, Ipsia Cremona onlus, Legambiente Alto Cremasco.
«Al Presidente del Senato Al Presidente della Camera Vogliamo che lo Stato sequestri e confischi tutti i beni di provenienza illecita, da quelli dei mafiosi a quelli dei corrotti. Vogliamo che beni mobili e beni immobili confiscati siano rapidamente conferiti, attraverso lo stato e i comuni, alla collettività per creare lavoro, scuole, servizi, sicurezza, lotta al disagio».
Correva l’anno 1995, e cominciava così la petizione con la quale la neonata associazione Libera associazioni,nomi e numeri contro le mafie, chiedeva ai cittadini di sostenere una legge che promuovesse il riutilizzo sociale dei beni confiscati ai mafiosi ed ai corrotti. La risposta fu un milione di firme raccolte, e l’approvazione della legge 109 del 1996 che prevede l’uso sociale dei beni confiscati ai mafiosi. Una svolta incompleta, perchè nel corso dell’iter legislativo il termine “corrotti” venne stralciato, ed i beni confiscati a chi si macchia di questo reato esclusi dalla restituzione alla collettività. Queste circostanze venivano rievocate lo scorso 26 settembre a Crema, in una sala della Musica gremita, per bocca del referente di Libera Lombardia Davide Salluzzo. A diciotto anni da questi fatti, vent’anni dopo Tangentopoli, lo stato della lotta alla corruzione nel nostro Paese pare un disco rotto: il fenomeno vale 60 miliardi di euro l’anno, ma le condanne in primo grado della Corte dei Conti nel 2011 non raggiungevano che 75 milioni.
Corruzione: la condotta del pubblico ufficiale che riceve denaro o altra utilità in cambio di favori. Semplice sulla carta, problematico nella realtà. Parola di Piercamillo Davigo, oggi giudice della Cassazione, ex membro del pool di Mani Pulite. Complesso da riconoscere, perchè basta cambiare poche parole in una dichiarazione per passare a fattispecie simili ma diversamente punite. Così, è possibile essere ostaggio di questo fenomeno, e contemporaneamente avere lo stesso numero di condanne per corruzione della Finlandia, Paese di gran lunga più virtuoso. Eppure, riparare il disco si può: “la società civile, il cittadino deve indignarsi di fronte all’illegalità”, è la dritta con la quale il magistrato ha chiuso la serata. Dall’acquisto senza fattura al pizzo, l’indignazione è l’arma da tenere alta perchè il futuro riparta. La serata d’informazione sul tema della corruzione è stata organizzata dal nascente presidio di Libera nel Cremasco, e patrocinata dai Comuni di Crema e Bagnolo Cremasco; Altri eventi lo seguiranno presto, perchè anche nel territorio cremasco una cultura della legalità possa nascere e rinforzarsi. Partecipano al coordinamento: Arci Comitato territoriale Cremona, Caffè politico, Centro Giovanile San Luigi, comitato Soci Coop di Crema, coop. La Siembra, GAS sul Serio, GIT di Banca Etica, Ipsia Cremona onlus, Legambiente Alto Cremasco.
