Operazione antimafia in Lombardia, perquisizioni anche nel Cremasco

Altra dura spallata alla criminalità organizzata. Nell'ambito delle operazioni antimafia in Lombardia, sono state eseguite numerose perquisizioni, alcune delle quali anche nel Cremasco, che hanno già portato a otto arresti in regione, strettamente legati a Cosa Nostra, e alla confisca di beni mobili e immobili per un valore di oltre 700 milioni. Numerose le accuse ipotizzate nei confronti dei perquisiti, dall'associazione per delinquere di stampo mafioso all'estorsione, dalle false fatturazioni al favoreggiamento all'impiego di manodopera clandestina, il tutto coperto da società di facciata le quali gestivano un imponente flusso di denaro che serviva ad alimentare la latitanza di vari affiliati mafiosi. Dalle prime luci dell'alba di oggi è in atto una vasta operazione coordinata della Dda, volta a minare la «mafia imprenditoriale», come specificato nel dispositivo dell'agenzia milanese; tra gli arrestati anche il genero e la figlia di Vittorio Mangano, scomparso nel 2000 e conosciuto come lo «stalliere di Arcore», noto boss che agiva nel Milanese negli anni Settanta, oltre a un prestanome del boss latitante Matteo Messina Denaro, presunto nuovo capo di Cosa Nostra.