Cristina Cappellini: «Il Museo del Violino è un modello da esportare un’efficace sinergia fra il pubblico e il privato»

22 SET 13
Ultimo aggiornamento: 00:1318 GIU 26
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Sono felicissima, come assessore cremonese alle Culture, Identità e Autonomie di Regione Lombardia, dell’attenzione suscitata dall’inaugurazione del Museo del Violino non soltanto nei rappresentanti locali, ma anche in esponenti politici di rilevanza nazionale ed europea. Si tratta di un evento straordinario, come conferma la grande partecipazione dei nostri cittadini, poiché contribuisce a dare il giusto prestigio all’eccellenza tipica cremonese dell’arte liutaria, dandole un respiro che oltrepassa i confini lombardi. Un atto necessario per una perla che ci rende protagonisti nel mondo, addirittura riconosciuta di recente dall’Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità, motivo di grande orgoglio per il popolo cremonese e lombardo.
Con questo museo – che ho avuto l’onore di vedere in anteprima durante una delle mie primissime visite come assessore - ci si propone di raccontare la storia del violino, i suoi sistemi di costruzione, le vicende delle famiglie di liutai cremonesi, raccogliendo ed esponendo capolavori che fino ad ora si trovavano sparsi tra il Palazzo Comunale, il Museo Civico Ala Ponzone e altre esposizioni temporanee. Un connubio organico di arte, artigianeria ed antropologia al servizio della riscoperta del territorio. Associando – in un mix vincente – tradizione ed innovazione, per cui un’arte antica come la liuteria viene proiettata in un contesto multimediale, interattivo, in grado di coinvolgere le nuove generazioni, ai quali si rivolge la nostra speranza e il nostro dovere di traghettare una siffatta eccellenza nel mondo di domani.
Ma il Museo del Violino è anche altro: un esempio concreto di come una stretta sinergia tra la realtà pubblica e quella privata possa dare risultati straordinari nell’azione di valorizzazione e di diffusione delle ricchezze culturali delle nostre comunità. Data l’efficacia di questa esperienza, l’auspicio è dunque l’esportazione di questo modello anche negli altri territori della Regione. Dal canto nostro, sul piano della valorizzazione di certo ci impegneremo al massimo per proseguire su questa strada, specialmente in vista del cruciale appuntamento di Expo 2015, che dovrà portare la Lombardia ad essere sempre più regione leader in Europa. In coerenza con questo obiettivo, l’esposizione universale è bene che sia strutturata per interessare e promuovere non solo il capoluogo ma tutto il territorio lombardo, facendo di Milano l’epicentro di una rete di valorizzazione all’interno della quale ogni comunità dovrà fare emergere le proprie eccellenze e peculiarità.
In questo contesto Cremona e la sua provincia svolgono un ruolo centrale, motivo per cui realtà come il Museo del Violino, potenziali punti di riferimento internazionali, è necessario che siano oggetto di un’intensa opera di promozione che ne incrementi la visibilità e fruibilità. In questa direzione va visto l’impegno recente di Regione Lombardia nel mettere a disposizione le proprie sedi in occasione dell’inaugurazione della mostra ‘8 variazioni per Stradivari’, così da dar maggiore forza al lancio di un evento sul cui valore ha creduto convintamente; determinazione che il nostro Assessorato ha rivolto anche ad un altro particolare della storia e della cultura lombarda: il Carroccio di Cremona – simbolo per eccellenza della lotta dei Comuni per la libertà dall’Imperatore - che fino a poco tempo fa era stato dimenticato nel deposito del Museo Civico Ala Ponzone ma che ora finalmente, grazie a Regione Lombardia, é stato restituito alla comunità con la sua esposizione nella Sala Cremona del Museo Civico.
La sensibilità e l’impegno profusi fino ad oggi dalla Giunta lombarda nell’azione di promozione delle nostre ricchezze culturali sono stati segnali importanti di attenzione verso i territori ed è mia intenzione continuare in questa direzione anche per il futuro, così che ad esempio il bellissimo Museo del Violino e la tradizionale arte liutaria possano godere dell’attenzione che meritano e portino il territorio cremonese ad essere centro di interesse nel mondo.
Cristina Cappellini
Assessore regionale
alle Culture, Identità e Autonomie