Stradivari Quartett applausi all'Auditorium

È un tributo musicale al tricolore quello offerto dallo Stradivari Quartett: i musicisti dell'ensemble che porta il nome del grande cremonese (Xiaoming Wang e Sebastian Bohren, violini; Lech Antonio Uszynski, viola; Maja Weber, violoncello) offrono al pubblico dell'Auditorium Arvedi un concerto che ben potrebbe figurare accanto alle descrizione goethiane del Belpaese: se si eccettua Quartetto in Sol minore di Haydn, ogni nota parla di noi: l'Italienische Serenade di Wolf è un delizioso acquerello, ancora ottocentesco, dipinto con gli occhi ingenui di Hugo Wolf; il sentimental-melodico Quartetto in Mi minore di Verdi ci rammenta ancora il cigno di Busseto nel celebratissimo bicentenario dalla morte.
Un episodio contemporaneo è affidato alla prima esecuzione assoluta dell'opera firmata da Martin Wettstein, “Verdis Traum”. La attendiamo con non poca apprensione: temiamo che sia il 'solito' incomprensibile monolito di (vecchie) sperimentazioni con cui giocano i compositori d'oggi. Niente di tutto questo: il tema del Preludio del Macbeth viene sezionato, stirato e immerso in contesti timbrici assai suggestivi: glissati e accenni di politonalità non ne snaturano l'essenza.
Grande apprezzamento, infatti, viene tributato dal numeroso pubblico. Tra i fuori programma il Libertango di Piazzolla e un mercuriale Galop tradizionale cinese entusiasmano il pubblico.