Come casa una vecchia fabbrica

20 SET 13
Ultimo aggiornamento: 14:28 | 16 MAG 25
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Per i servizi sociali sono 50 i senza fissa dimora domiciliati in piazza del Comune 8: indirizzo di facciata dietro il quale spesso si nasconde una vita da randagi. L’unità di strada della Croce Rossa in due anni ne ha incontrati e aiutati una cinquantina. Alla Caritas se ne sono rivolti 70 nello scorso inverno gelido: tutto esaurito al dormitorio pubblico. E poi, c’è il sommerso. Non quantificabile. Lì si è annidata anche la storia dell’uomo che viveva sotto il ponte del Morbasco. Sopra, il via vai dei carrelli della spesa nel supermercato, sotto la sua tana ricavata all’interno di un totem pubblicitario. Sfuggito alla rete degli aiuti. Invisibile. Come lo sono gli “inquilini” che trascorrono la notte nel ventre dell’ex Ilca, un tempo azienda della plastica in via Cappuccini, oggi giaciglio di fortuna per diverse persone. Il cancello spalancato invita chiunque ad entrare: ovunque le tracce di recenti passaggi, di vandali, di writers e di bivacchi. Ma è scendendo la piccola rampa di scale sotto l’ingresso principale, ormai occultato da una fitta vegetazione, che si scoprono i letti, se così si possono chiamare: tra decine di bicchieri di plastica sporchi di vino rosso e bevande, ci sono coperte, torce e persino videocassette lasciate sul davanzale di una finestra. Il vetro inferiore di una porta è stato rotto, la grata divelta per creare un passaggio che porta all’interno dello stabile. Da lì l’accesso anche ai piani un tempo occupati dagli uffici è una gimcana tra vecchi macchinari arrugginiti. Un luogo “ideale” anche per traffici illeciti.
«Abbiamo segnalato più volte la situazione – spiega Emanuele Ré, presidente del comitato del quartiere Zaist -. C’è degrado ma anche pericolo. Da anni l’area è accessibile a chiunque durante tutto l’anno e a qualsiasi ora: di notte, è abitata soprattutto d’inverno mentre di giorno è sfruttata d’estate perché è un luogo fresco». I residenti hanno chiesto venissero prese misure almeno per impedirne la fruibilità: «La polizia locale ha effettuato sopralluoghi – conferma Rè – ma al momento non c’è stato alcun intervento. Non vorremmo che la situazione peggiorasse vista anche la vicinanza con via Mantova e la collegata problematica prostituzione».
Più a nord, in direzione della stazione ferroviaria, lo scenario si ripete.
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