Chiese cittadine danneggiate e pericolanti ma mancano risorse per il restauro I casi di San Vincenzo e San Marcellino

Cresce la preoccupazione da parte dell’ufficio diocesano per i beni artistici, alle prese con chiese danneggiate dal terremoto, canoniche abbandonate e chiese cittadine diventate ormai pericolose.
È il caso della chiesa di San Vincenzo in via Palestro. La pianta di fico è ancora lì. Anche l’impalcatura è ancora lì, a proteggere i fedeli. È pressoché scomparso, invece, l’affresco sulla facciata. Nel frattempo, poco più di due anni fa, un fulmine ha colpito, facendolo cadere rovinosamente a terra, uno dei due pinnacoli, e una parte del cornicione è crollata per le conseguenze del terremoto emiliano. Il progetto per un recupero c’è, ma i soldi non sono ancora stati trovati e potrebbe anche essere richiesta la chiusura per motivi di sicurezza.
San Vincenzo, in realtà era già stata chiusa per una decina d’anni dal 1998 fino a quando a riaprirla, con l’autorizzazione della parrocchia di Sant’Agata, sono stati i Cavalieri del Tempio, che si impegnano ad aprirla al culto almeno per qualche giorno al mese.
Non è invece presidiata l’altra chiesa oggetto delle preoccupazioni. La barocca chiesa di San Marcellino, da anni sorvegliata speciale da parte della Soprintendenza ai Beni architettonici, ambientali e paesaggistici della Lombardia.
È il caso della chiesa di San Vincenzo in via Palestro. La pianta di fico è ancora lì. Anche l’impalcatura è ancora lì, a proteggere i fedeli. È pressoché scomparso, invece, l’affresco sulla facciata. Nel frattempo, poco più di due anni fa, un fulmine ha colpito, facendolo cadere rovinosamente a terra, uno dei due pinnacoli, e una parte del cornicione è crollata per le conseguenze del terremoto emiliano. Il progetto per un recupero c’è, ma i soldi non sono ancora stati trovati e potrebbe anche essere richiesta la chiusura per motivi di sicurezza.
San Vincenzo, in realtà era già stata chiusa per una decina d’anni dal 1998 fino a quando a riaprirla, con l’autorizzazione della parrocchia di Sant’Agata, sono stati i Cavalieri del Tempio, che si impegnano ad aprirla al culto almeno per qualche giorno al mese.
Non è invece presidiata l’altra chiesa oggetto delle preoccupazioni. La barocca chiesa di San Marcellino, da anni sorvegliata speciale da parte della Soprintendenza ai Beni architettonici, ambientali e paesaggistici della Lombardia.
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SU MONDO PADANO IN EDICOLA