Spariti in dieci anni in provincia di Cremona il 25 per cento degli allevamenti da latte

19 SET 13
Ultimo aggiornamento: 16:2816 MAG 25
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In soli dieci anni la provincia di Cremona ha perso il 25% degli allevamenti da latte: erano 1.072 nel 2003, sono 807 oggi, come a dire che uno su quattro ha chiuso i battenti. Un'emorragia inarrestabile determinata, in buona misura, dalla sproporzione fra i costi di produzione, sempre più elevati, e una remunerazione del prodotto quasi mai in grado di pareggiare i conti e di fornire agli imprenditori agricoli un'adeguata redditività. Ma il dato cremonese, seppur molto serio, non è neppure il peggiore a livello regionale. In provincia di Sondrio gli allevamenti si sono quasi dimezzati (-46%) mentre la media lombarda si attesta su un -30%. Solo Sondrio, con un calo del 15%, ha sostanzialmente contenuto i danni.
E' il quadro che emerge dall’analisi realizzata da Coldiretti Lombardia su dati Clal: negli ultimi dieci anni la media del valore riconosciuto dalle industrie a un litro di latte alla stalla non ha raggiunto nemmeno i 39 centesimi al litro e questo nonostante un prezzo al dettaglio per i consumatori che nel tempo ha superato anche l’euro e 60 centesimi.  
Dal 2003 al 2013, infatti, il numero delle stalle lombarde è passando da 8.761 a 6.042. Se poi si considerano solo quelle che consegnano a industrie e caseifici e si escludono quelle che trasformano in proprio o fanno vendita diretta, si scende sotto la soglia, anche psicologica, dei 5 mila allevamenti. In media – rileva la Coldiretti regionale – in Lombardia, dove si produce il 40% di tutto il latte italiano, sono sparite oltre 270 realtà all’anno.
«Dal 2003 a oggi – spiega Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia – è stato perso un patrimonio enorme del nostro settore zootecnico. E se alcune aziende si sono ristrutturate sia dal punto di vista produttivo che della gestione, molte altre hanno chiuso, punto e basta, a causa dei costi sempre più alti a fronte di un valore del latte che spesso non ha permesso neppure di coprire le spese».
«La situazione non è migliorata molto neppure quest’anno – commenta Prandini – visto che a fronte di una quotazione del latte spot di 51,55 centesimi al litro, alle stalle vengono pagati, e non sempre, 42 centesimi. Un prezzo che va assolutamente adeguato al rialzo, anche perché rispetto a qualche anno fa i costi di gestione, dall’energia al foraggio, hanno registrato aumenti fra il 20 e il 30 per cento. O si cambia atteggiamento verso il settore o rischiamo di non riuscire più a invertire il trend, con l’ulteriore sparizione di allevamenti».
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