Cooperazione, solidarietà e più concretezza è la ricetta per rimettere in moto l’economia

I nodi della competitività che devono essere affrontati - e che peraltro sono comuni all’economia regionale e nazionale - restano quelli legati alla necessità di maggiori investimenti in innovazione e ricerca, alla spinta verso l’internazionalizzazione ed alla formazione di risorse umane qualificate. Il vento del cambiamento soffia forte e non è possibile ignorarlo.
E’ dunque sulla ricerca di soluzioni innovative che il tessuto imprenditoriale cremonese deve puntare per tornare a crescere.
La crisi ha spento i motori dell’economia locale? Ebbene, è il momento di pensare a come rimetterli in moto puntando sulla crescita. In questo la nostra Banca può svolgere appieno il proprio ruolo, contribuendo a mettere “benzina nel motore”.
Come Banca di Credito Cooperativo, infatti, abbiamo come scopo, accanto a quello importantissimo di esercitare la tradizionale funzione di intermediario creditizio, la promozione e la crescita responsabile e sostenibile del territorio nel quale operiamo.
Un territorio in verità in continua evoluzione.
Essere banca cooperativa e solidale in questo difficile periodo ha comportato grande impegno e responsabilità. La risposta cooperativa è nata proprio nei periodi di crisi, mitigandone le conseguenze con forme di sostegno basate sull’auto-aiuto, ma oggi serve uno sforzo in più. Il credito, che è diventato merce rara e preziosa, si farà selettivo e verrà sempre più indirizzato verso progetti realizzabili e sostenibili. Il peso delle perdite su crediti, infatti, in questi anni ha eroso risorse preziose che avrebbero potuto essere investite sul territorio. Questo vale in generale per il sistema bancario, ma soprattutto per noi Bcc che non abbiamo mai attuato politiche restrittive di credit crunch.
Nelle difficoltà che quotidianamente viviamo, tuttavia, dobbiamo superare la tendenza a parlare dei soli problemi, dobbiamo ricercare le soluzioni e non si può attendere che siano gli altri a trovarle per noi.
Questa consapevolezza ci ha portato ad assumere numerose iniziative tra le quali la partecipazione, a fianco dell’Associazione Industriali di Cremona e delle altre Bcc della provincia, alla seconda edizione del progetto “Insieme per il territorio”. Grazie all’emissione dei bond territoriali sono stati raccolti complessivamente 10 milioni di euro che sono diventati 15 milioni di euro di finanziamenti per liquidità e nuovi investimenti a tasso fisso agevolato a disposizione delle PMI manifatturiere cremonesi fino a giugno del prossimo anno.
Non si può quindi perdere spinta ed è necessario recuperare entusiasmo.
Vorrei che anche i nostri imprenditori venissero contagiati da questo “pensiero positivo”, guardando al futuro con maggiore fiducia. Una fiducia che, preso atto delle difficoltà, deve tornare ad essere leva e motore del fare, dell’impegno e della volontà di “intraprendere”.
Credo che il “fattore Bcc” possa esprimere al meglio il proprio potenziale solo se in rete con gli altri attori del territorio. Fare sistema, fissare obiettivi e priorità, agire insieme superando le divisioni.
Lo dobbiamo innanzitutto alle nuove generazioni verso le quali la nostra Banca ha grande attenzione.
Cremona ha molto da offrire. E’ una città dove storia e cultura si intrecciano con la grande tradizione liutaria e con i prodotti di eccellenza del nostro territorio. Le potenzialità non ci mancano. Facciamoci conoscere. Alle politiche improntate al solo rigore affianchiamo investimenti utili. Ripartiamo dalle idee. Quelle buone, che nascono dal dialogo e dal confronto.
Noi siamo pronti.
E’ dunque sulla ricerca di soluzioni innovative che il tessuto imprenditoriale cremonese deve puntare per tornare a crescere.
La crisi ha spento i motori dell’economia locale? Ebbene, è il momento di pensare a come rimetterli in moto puntando sulla crescita. In questo la nostra Banca può svolgere appieno il proprio ruolo, contribuendo a mettere “benzina nel motore”.
Come Banca di Credito Cooperativo, infatti, abbiamo come scopo, accanto a quello importantissimo di esercitare la tradizionale funzione di intermediario creditizio, la promozione e la crescita responsabile e sostenibile del territorio nel quale operiamo.
Un territorio in verità in continua evoluzione.
Essere banca cooperativa e solidale in questo difficile periodo ha comportato grande impegno e responsabilità. La risposta cooperativa è nata proprio nei periodi di crisi, mitigandone le conseguenze con forme di sostegno basate sull’auto-aiuto, ma oggi serve uno sforzo in più. Il credito, che è diventato merce rara e preziosa, si farà selettivo e verrà sempre più indirizzato verso progetti realizzabili e sostenibili. Il peso delle perdite su crediti, infatti, in questi anni ha eroso risorse preziose che avrebbero potuto essere investite sul territorio. Questo vale in generale per il sistema bancario, ma soprattutto per noi Bcc che non abbiamo mai attuato politiche restrittive di credit crunch.
Nelle difficoltà che quotidianamente viviamo, tuttavia, dobbiamo superare la tendenza a parlare dei soli problemi, dobbiamo ricercare le soluzioni e non si può attendere che siano gli altri a trovarle per noi.
Questa consapevolezza ci ha portato ad assumere numerose iniziative tra le quali la partecipazione, a fianco dell’Associazione Industriali di Cremona e delle altre Bcc della provincia, alla seconda edizione del progetto “Insieme per il territorio”. Grazie all’emissione dei bond territoriali sono stati raccolti complessivamente 10 milioni di euro che sono diventati 15 milioni di euro di finanziamenti per liquidità e nuovi investimenti a tasso fisso agevolato a disposizione delle PMI manifatturiere cremonesi fino a giugno del prossimo anno.
Non si può quindi perdere spinta ed è necessario recuperare entusiasmo.
Vorrei che anche i nostri imprenditori venissero contagiati da questo “pensiero positivo”, guardando al futuro con maggiore fiducia. Una fiducia che, preso atto delle difficoltà, deve tornare ad essere leva e motore del fare, dell’impegno e della volontà di “intraprendere”.
Credo che il “fattore Bcc” possa esprimere al meglio il proprio potenziale solo se in rete con gli altri attori del territorio. Fare sistema, fissare obiettivi e priorità, agire insieme superando le divisioni.
Lo dobbiamo innanzitutto alle nuove generazioni verso le quali la nostra Banca ha grande attenzione.
Cremona ha molto da offrire. E’ una città dove storia e cultura si intrecciano con la grande tradizione liutaria e con i prodotti di eccellenza del nostro territorio. Le potenzialità non ci mancano. Facciamoci conoscere. Alle politiche improntate al solo rigore affianchiamo investimenti utili. Ripartiamo dalle idee. Quelle buone, che nascono dal dialogo e dal confronto.
Noi siamo pronti.
Antonio Davò
Presidente di Banca Cremonese
Presidente di Banca Cremonese