Ora anche il Nido diventa un lusso Crollano le iscrizioni in provincia

12 SET 13
Ultimo aggiornamento: 14:5314 GIU 26
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Dopo la scuola anche gli asili nido diventano sempre di più un lusso. E se il bilancio familiare soffre, dell’asilo nido si può fare a meno. Sopperiscono baby sitter, nonni e, nell’attuale situazione, anche le mamme rimaste senza lavoro.
Dal boom di richieste di qualche anno fa – con tanto di liste d’attesa – alle attuali difficoltà di molte strutture ad avere i numeri per rimanere aperte, seppure con chiari distinguo a seconda delle zone. Nel cremasco il nido resiste con numeri soddisfacenti, mentre il territorio cremonese e casalasco soffrono di un calo “fisiologico”, anche se con una netta differenziazione tra la città di Cremona e i comuni della provincia.
Alcuni nidi hanno dovuto “ripensarsi”: a Castelverde il Comune si è trovato costretto a emanare un secondo bando dopo che il primo è andato deserto, Vescovato ha rischiato di non avere sufficienti iscritti e Pizzighettone, considerato il calo sensibile, ha riorganizzato la gestione impegnando diversamente due dipendenti comunali.
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