Cremona Solidale, pochi fondi per la carità in città L'analisi di Spedini

Un patrimonio immobiliare di 115 milioni di euro e un tesoro in opere d’arte che ne vale tre. Affiancati da un bilancio di due milioni e un utile annuo di 400 mila euro. Sono i numeri della “Fondazione Città di Cremona”, realtà gestita dal presidente Giacomo Spedini, che raggruppa gli ex enti caritativi cittadini concretizzando i desideri e rispettando le indicazioni di tanti benefattori in una città dove la generosità è ancora un valore. La situazione della carità in città però non è rosea. «Purtroppo - dice Spedini -, dobbiamo contare sulle risorse a disposizione e ci piacerebbe fare molto di più, ma partiamo da due milioni di introiti ai quali vanno tolte tasse e oneri fiscali. Solo di Imu paghiamo circa 300 mila euro. Alla fine, ogni anno possiamo contare su 400 mila o 500 mila euro di utile impiegabili. Come detto, solo per “Cremona Solidale” se ne vanno 300 mila euro. Resta ben poco. E la crisi ha inciso per circa il 10%. Pensiamo ad esempio agli affitti: ci sono diverse morosità e ritardi nei pagamenti, anche da parte di enti, che dobbiamo affrontare».
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