Vittorio Emanuele II torna in piazza Aldo Moro inaugurazione con istituzioni e associazioni d'Arma alla cerimonia anche cori e striscioni antimonarchici

L'imponente statua del primo Re d'Italia si svela agli occhi della città. Stamattina si è tenuta cerimonia inaugurale, che ha raccolto associazioni d'Arma e rappresentanti istituzionali e culturali. Ai piedi della scultura ancora coperta si trovano i membri del Comitato promotore dei restauri, che poche settimane fa aveva annunciato l'inaugurazione a conclusione dei lavori. Un anno e mezzo di cure ha permesso di recuperare i blocchi di marmo smembrati dall'attentato esplosivo e la conseguente rimozione dalla piazza per motivi di sicurezza. I restauratori sono riusciti a ricostruire il 25 per cento mancante dell'opera, che oggi torna in piazza Aldo Moro, sede prescelta nel lontano 1881.
«Vittorio Emanuele II e Aldo Moro, rappresentanti non di un'Italia monarchica e di un'Italia Repubblicana, bensì tappe di un unico paese in cammino, evoluto in questo presente che oggi ci vede qui». Così il sindaco di Crema Stefania Bonaldi saluta la statua, che da oggi svetta nuovamente nel cuore del centro storico. «Un evento che ci coglie diversi, pacifici e tolleranti, nell'atto di posare nella piazza dedicata a un martire della nostra preziosa democrazia, un monumento che ricorda un altro personaggio, protagonista di un tempo diverso, in cui furono posti semi importanti giunti fino al presente». Ai piedi del monumento prendono parola anche l'ex sindaco di Crema Bruno Bruttomesso, il consigliere regionale Carlo Malvezzi, l'assessore provinciale Paola Orini e il consigliere comunale Antonio Agazzi. Da tutti l'auspicio che i valori di integrità e unità nazionale veicolati dalla scultura possano essere riconosciuti da tutti, cittadini e non, nel rispetto del prossimo e nella volontà di considerarsi «un unico Paese in cammino», come conclude il Sindaco.
A pochi metri dalla cerimonia non sono mancate le proteste da un manipolo di manifestanti, che con cori antimonarchici hanno espresso il proprio dissenso. Presenti le forze dell'ordine e agenti in tenuta anti-sommossa, per garantire il tranquillo svolgimento della manifestazione. Sebbene contenute, le tensioni si sono protratte fino alla fine della cerimonia, verso le 12, quando pubblico e autorità hanno lentamente lasciato la piazza. Nessun pericolo, dichiarano i responsabili della sicurezza; tuttavia rimangono perplessità su eventuali atti vandalici ai danni del monumento appena restaurato.
«Vittorio Emanuele II e Aldo Moro, rappresentanti non di un'Italia monarchica e di un'Italia Repubblicana, bensì tappe di un unico paese in cammino, evoluto in questo presente che oggi ci vede qui». Così il sindaco di Crema Stefania Bonaldi saluta la statua, che da oggi svetta nuovamente nel cuore del centro storico. «Un evento che ci coglie diversi, pacifici e tolleranti, nell'atto di posare nella piazza dedicata a un martire della nostra preziosa democrazia, un monumento che ricorda un altro personaggio, protagonista di un tempo diverso, in cui furono posti semi importanti giunti fino al presente». Ai piedi del monumento prendono parola anche l'ex sindaco di Crema Bruno Bruttomesso, il consigliere regionale Carlo Malvezzi, l'assessore provinciale Paola Orini e il consigliere comunale Antonio Agazzi. Da tutti l'auspicio che i valori di integrità e unità nazionale veicolati dalla scultura possano essere riconosciuti da tutti, cittadini e non, nel rispetto del prossimo e nella volontà di considerarsi «un unico Paese in cammino», come conclude il Sindaco.
A pochi metri dalla cerimonia non sono mancate le proteste da un manipolo di manifestanti, che con cori antimonarchici hanno espresso il proprio dissenso. Presenti le forze dell'ordine e agenti in tenuta anti-sommossa, per garantire il tranquillo svolgimento della manifestazione. Sebbene contenute, le tensioni si sono protratte fino alla fine della cerimonia, verso le 12, quando pubblico e autorità hanno lentamente lasciato la piazza. Nessun pericolo, dichiarano i responsabili della sicurezza; tuttavia rimangono perplessità su eventuali atti vandalici ai danni del monumento appena restaurato.