La politica è in crisi: crollano gli iscritti ai partiti anche in provincia di Cremona

6 SET 13
Ultimo aggiornamento: 16:2816 MAG 25
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Il distacco tra gente comune e politica si è accentuato negli ultimi anni. Una delle prove più evidenti è l’astensionismo che, alle elezioni politiche di quest’anno, ha sfiorato il 25% e ha superato il 40% nelle comunali di maggio. C’è però, una piccola fetta di cittadini che ritiene di dover partecipare attivamente alla vita politica. Uno dei modi di partecipazione - non l’unico – è la sottoscrizione della tessera del partito. Ma qual è l’identikit del tesserato nel 2013 e soprattutto c’è una presenza giovanile che va controcorrente? Abbiamo chiesto un’analisi di questo aspetto della vita politica ai segretari provinciali di Pd e Pdl, Titta Magnoli e Luca Rossi.
I​l muro di Berlino, Renzi e la Fornero. Nell’analisi di Titta Magnoli, segretario provinciale del Pd, questi 3 elementi illustrano, naturalmente con peso diverso, il costante calo delle tessere di partito. Il muro di Berlino non è difficile da spiegare. «Il crollo delle ideologie, alla fine degli Anni Ottanta – spiega Magnoli - ha fatto venire meno quell’adesione ideologica, direi acritica, che era la ragione base per cui si prendeva la tessera del Pci o quella della Dc. Molto sentita a sinistra, ma anche i democristiani sapevano vendere bene le loro tessere». «Il calo - continua il segretario – è stato storico e inevitabile. Per avere un’idea del rapporto, il Pci degli Anni Ottanta aveva il decuplo delle tessere che ha adesso il Pd. Lo stesso la Dc. Poi il processo di dimagrimento è continuato in modo fisiologico e forse in questi anni è stato accentuato dai diffusi sentimenti avversi alla casta…».
Ma Renzi e la Fornero, in che modo hanno contribuito? «Matteo Renzi proprio poco - spiega Magnoli – perché il suo discorso è rivolto all’elettorato in generale e non agli iscritti. Molta gente ha seguito la sua campagna per le primarie dell’anno scorso, ma erano elettori e non iscritti. Visto poi come sono andate le primarie, si presume che non abbiano sottoscritto al tessera. Ma ahimè, la Fornero, meglio la legge Fornero, voluta dal governo Monti, questa ci ha penalizzato fortemente. Nel 2012, rispetto al 2011, abbiamo avuto un calo di 263 tessere a livello provinciale, da 2.536 a 2.273. Anche qui la spiegazione è semplice e nasce dalla fotografia degli iscritti al Pd in Lombardia: più del 50% ha superato i 60 anni».
Non crede quindi che, anche quest’anno, con il governo delle grande intese, ci sia un’altra flessione? «I dati di quest’anno, di certificazione in certificazione, arriveranno a dicembre. Ma sul piano politico, ai nostri iscritti, è meno difficile spiegare un governo con Pdl, che è comunque a guida Letta, quindi del vicesegretario del partito, rispetto al governo dei tecnici di Monti.
Ma chi prende ancora la tessera? «Qualche giovane, in effetti, non ne vede il motivo. Dice: se c’è da votare alle primarie ci vado, se ho voglia di fare del volontariato alla festa, posso farlo. Resistono gli anziani, quelli che hanno superato lo scoglio psicologico di prendere la tessera del partito e una volta presa, la rinnovano con regolarità. C’è un’altra tipologia, di gente più giovane, che comunque non credo superi il 20 per cento del totale, che è più fluttuante. Valuta se rinnovare o meno la tessera, a seconda della condivisione o meno delle scelte di partito».
Matteo Renzi, ormai candidato alla segreteria, cambierà questo trend? «Finora Renzi ha parlato molto fuori del partito e poco dentro. Il suo discorso resta sempre orientato agli elettori e lascia intravedere l’idea di una struttura agile di partito». L’abolizione delle correnti, già annunciata, farebbe diminuire ancora l’importanza delle tessere. Bersani, da ex segretario, gli ha già risposto che la corrente più grossa è quella renziana.
Diverso il discorso sul Pdl, partito molto legato alla figura carismatica del suo leader. Il segretario Luca Rossi non sembra preoccupato dai numeri degli iscritti, quanto dall’attivismo. Che riprende vigore con gli annunci di Berlusconi e si prende una pausa nei momenti di quiete.
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