Passioni d'oriente, un mondo che strega sempre più cremonesi

4 SET 13
Ultimo aggiornamento: 16:2516 MAG 25
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Minuscoli aghi introdotti in punti specifici del corpo per iperstimolarlo e alleviare il dolore. L’agopuntura si fonda sui principi della medicina tradizionale cinese ed ha origini remotissime.
«Pare che ancor prima che con gli aghi – afferma Luigi Borghesi, primario della Terapia Intensiva dell’ospedale Oglio Po di Casalmaggiore, agopunturista da ben 30 anni – venisse eseguita con strumenti in pietra o in osso. Poi tra il 200 e il 300 avanti Cristo si è sviluppata secondo modalità più simili alle attuali».
Tuttora gli aghi che si utilizzano per l’agopuntura – che nel nostro Paese rientra tra le “medicine e pratiche non convenzionali” e può essere eseguita solo da medici laureati - arrivano dall’Oriente, loro terra d’origine, per poi essere commercializzati dalle aziende italiane.
«La si usa per curare i sintomi di alcune malattie, soprattutto in caso di dolore cronico – spiega Borghesi – per questo è fondamentale che sia un medico a praticarla dopo una diagnosi precisa. Dico sempre che l’agopuntura non è la panacea di tutti i mali, ma nel nostro ambulatorio di terapia del dolore è tra le cure previste. Non si utilizzano farmaci, solo piccoli aghi che vengono inseriti in punti specifici del corpo in base alla patologia riscontrata. I punti sono i medesimi stabiliti dall’antica medicina cinese che, lungo il corpo, individua dei canali conosciuti con il nome di meridiani».
Lì, dove secoli fa inserivano gli aghi i vari esecutori di questa pratica, i medici tuttora vanno ad agire. «Gli studi sin qui condotti – dice Borghesi – dimostrano che l’agopuntura non ha solo un effetto placebo legato alle operazioni previste e al rapporto che si crea tra medico e paziente, ma che è anche in grado di stimolare un meccanismo antalgico basato sulla produzione di endorfine, sostanze che danno al corpo una sensazione di benessere e sollievo. Certo, non tutti i soggetti reagiscono allo stesso modo, ma in 30 anni di pratica è l’evidenza dei fatti a confermarne l’efficacia».
Borghesi spiega che i risultati migliori li ha ottenuti nelle cervicalgie, nelle patologie del rachide dorso lombare, nelle forme allergiche con ottimi riscontri nelle riniti. L’agopuntura viene utilizzata anche con le donne incinta per la nausea, per il malposizionamento del feto e per diverse altre patologie.
«I risultati si vedono nel tempo – spiega Borghesi – di solito servono una decina di sedute distanziate tra di loro di 7-8 giorni».
Quanto è dolorosa? «Non lo è. Alcuni pazienti quando inserisco gli aghi sostengono di avvertire una sensazione di calore, ma tutto è legato al fatto che la presenza di un corpo estraneo richiama a sé sangue. Di fatto l’agopuntura è una iperstimolazione, quindi più il corpo reagisce e più l’effetto è tangibile. E’ per questo che spesso sui giovani si hanno risultati migliori che sulle persone più avanti con l’età».
L’agopuntura arriva in Europa grazie all’attività dei missionari. Sono i portoghesi, nel sedicesimo secolo, i primi a portarne il racconto da quelle terre lontane.
«Ma anche in Oriente – spiega il medico – ha avuto alti e bassi. A metà del secolo scorso è stata rivalutata ed in Italia è diventata una pratica medica collaudata».
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