"Salviamo il tribunale" corteo di protesta dei dipendenti a Crema

1 SET 13
Ultimo aggiornamento: 16:2816 MAG 25
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"Salviamo il tribunale dei cremaschi". Con questo slogan si è aperta nel pomeriggio la manifestazione organizzata dai dipendenti del palazzo di giustizia di Crema in vista dell'ormai probabile accorpamento con Cremona previsto per il 13 settembre.
Circa un centinaio di lavoratori, affiancati da sindaci e amministratori del territorio, si sono radunati intorno alle 13 nel piazzale di via Macallè esponendo uno striscione. Tra loro c'è chi ha invocato una presa di posizione forte dei politici per giocarsi l'ultima carta di una proroga. La risposta degli amministratori non si è fatta attendere visto che alla manifestazione hanno partecipato i sindaci di Bagnolo Cremasco, Doriano Aiolfi, Offanengo, Gabriele Patrini, Credera Rubbiano, Matteo Guerini Rocco, Madignano, Virgilio Venturelli, Ripalta Cremasca, Pasquale Brambini, Vaiano, Domenico Calzi, Montodine, Omar Bragonzi, Paolo Riccaboni, Spino d'Adda e Gianpietro Denti, Ripalta Arpina. In campo, infine i consiglieri regionali, Agostino Alloni del Pd e Carlo Malvezzi del Pdl.
Per metà settimana una delegazione di sindaci partirà alla volta di Roma per cercare di sbloccare una situazione, forti anche dell'impegno promesso dal presidente della Regione, Maroni.
«Tutto il territorio - ha sottolineato l'avvocato Martino Boschiroli - vuole rivendicare l'autonomia del proprio presidio di giustizia. Con che coscienza il ministro vuole sopprimere un tribunale che funziona?»
La realtà cremasca è seconda in Italia come efficienza nella discussione delle cause (i tempi di attesa si attestano intorno ai 370 giorni) e Crema rischierebbe di assistere ad un pericoloso effetto domino nei prossimi anni.
Un intervento significativo anche del vicesindaco di Crema, Angela Beretta che ha ricordato anche le ripercussioni che la soppressione avrebbe su particolari fasce di cittadini che dipendono dai servizi sociali.
Infine una battuta apprezzata dalla folla dell'onorevole Franco Bordo (Sel): «E' assurdo - ha ricordato - che il ministero abbia dato più peso dell’ordine degli avvocati di Cremona rispetto a quello del presidente del tribunale».
Il corteo si è spostato di fronte all'ospedale: pochi ma significativi metri con i quali i dipendenti hanno voluto coinvolgere simbolicamente la città e far sentire la propria voce.