Casa dell'Accoglienza: «Gli alloggi sono pieni»

Dall’immigrato appena sbarcato sulle coste italiane ai nuovi poveri, dai disoccupati agli sfrattati, tutti trovano rifugio alla Casa dell’Accoglienza, che a novembre celebrerà i 25 anni di attività. Il direttore don Antonio Pezzetti, racconta le difficoltà e l’impegno di una struttura da sempre in prima linea nell’affrontare le fragilità di ogni tipo.
Direttore, quante persone state aiutando?
«Nella Casa dell’Accoglienza ci sono quaranta camere e ospitiamo un centinaio di persone. E’ una struttura di primo intervento che affronta l’emergenza abitativa, negli ultimi tempi sempre più pressante. Si rivolgono a noi soprattutto donne con bambini, spalle al muro per uno sfratto o per situazioni di violenza. Ci sono anche stranieri in fuga dai loro paesi: venti sono qui da un paio di settimane, provenienti dall’Africa. E poi italiani che hanno perso lavoro e casa e cercano un modo per ricominciare. Gli alloggi sono pieni e il turn over non sempre è rapido: sta diventando complicato trovare soluzioni».
«Nella Casa dell’Accoglienza ci sono quaranta camere e ospitiamo un centinaio di persone. E’ una struttura di primo intervento che affronta l’emergenza abitativa, negli ultimi tempi sempre più pressante. Si rivolgono a noi soprattutto donne con bambini, spalle al muro per uno sfratto o per situazioni di violenza. Ci sono anche stranieri in fuga dai loro paesi: venti sono qui da un paio di settimane, provenienti dall’Africa. E poi italiani che hanno perso lavoro e casa e cercano un modo per ricominciare. Gli alloggi sono pieni e il turn over non sempre è rapido: sta diventando complicato trovare soluzioni».
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