Scritte e graffiti sul palazzo vescovile, sale la protesta

Ancora scritte e graffiti sulle pareti del palazzo vescovile prospicienti il sagrato meridionale del duomo e piazza Sant'Antonio Maria Zaccaria. Questa volta gli autori hanno preso di mira il busto di Federico Caudana, organista e maestro di Cappella del Duomo di cui ricorre quest'anno il cinquantesimo anniversario della morte. Ma in passato scritte, anche di contenuto blasfemo, avevano fatto la loro comparsa sulle stessi pareti ed anche sulla facciata meridionale della Cattedrale. In tale occasione l'amministrazione comunale aveva garantito controlli più assidui e puntuali da parte delle forze dell'ordine, maggiore illuminazione e l'installazione di due telecamere. La situazione è da anni insostenibile: nel 2009 una delegazione della Curia Vescovile si era recata in Comune per protestare con l'assessore ai lavori pubblici Francesco Zanibelli e l'assessore alla vigilanza Alessandro Zagni. Erano stati colti sul fatto e denunciati anche alcuni ragazzini che poi si erano impegnati a ripulire i muri imbrattati. In passato i writers nostrani erano arrivati a imbrattare anche i leoni stilofori del protiro principale del Duomo, provocando la generale indignazione.
