I Vigili del Fuoco si allargano Presidio nel Casalasco, ma a Crema caserma da ristrutturare

Carenza di personale; mancanza di risorse; e il nodo strutture da sciogliere tra caserme da riqualificare e altre da costruire: così l’ingegner Roberto Toldo, da quattro anni alla guida del comando provinciale dei Vigili del Fuoco, racconta l’impegno dei suoi uomini, capaci di offrire un servizio sempre più specialistico nonostante le lacune di organico da colmare e le criticità da risolvere.
Comandante, come in altre realtà, un problema è la carenza di personale. Qual è la situazione?
«L’organico attuale conta 104 unità, tra vigili, figure specializzate e funzionari, contro le 116 previste da una direttiva del 2007 ancora in via di approvazione. Mancano i capi squadra e i capireparto: stiamo attendendo la promozione di tre dei nostri capireparto, ruolo importante di coordinamento nell’organizzazione di tutte le attività quotidiane. Ma, a fronte di un miglioramento qualitativo, di fatto il numero rimarrà invariato. A settembre ci sarà un altro concorso per capisquadra. Pochi anche i funzionari: ne abbiamo quattro anziché nove, mentre siamo completamente sguarniti di ispettori. Non dimentichiamo inoltre che nella zona sud-est soffriamo dell’assenza di un presidio fisso che forse ora sembra potersi realizzare».
Comandante, come in altre realtà, un problema è la carenza di personale. Qual è la situazione?
«L’organico attuale conta 104 unità, tra vigili, figure specializzate e funzionari, contro le 116 previste da una direttiva del 2007 ancora in via di approvazione. Mancano i capi squadra e i capireparto: stiamo attendendo la promozione di tre dei nostri capireparto, ruolo importante di coordinamento nell’organizzazione di tutte le attività quotidiane. Ma, a fronte di un miglioramento qualitativo, di fatto il numero rimarrà invariato. A settembre ci sarà un altro concorso per capisquadra. Pochi anche i funzionari: ne abbiamo quattro anziché nove, mentre siamo completamente sguarniti di ispettori. Non dimentichiamo inoltre che nella zona sud-est soffriamo dell’assenza di un presidio fisso che forse ora sembra potersi realizzare».
Appunto, le caserme. Quella di Drizzona da realizzare e quella di Crema da ristrutturare.
«Per la prima gli sforzi si stanno concretizzando. Le parti coinvolte hanno trovato un accordo. Se tutto andrà come previsto, l’acquisizione dei locali a Drizzona sulla provinciale per Mantova dovrebbe avvenire tra settembre-ottobre, poi ovviamente resta la predisposizione dell’attività operativa. Sarà un comando di volontari, l’ideale sarebbe potere contare su venti o trenta unità, ma al momento ci sono una quindicina di persone iscritte. L’arruolamento è ancora possibile: il procedimento prevede una valutazione complessiva, una vista medica e un corso di formazione piuttosto severo. A Crema, invece, soffriamo una condizione critica. Gli spazi sono angusti, ma soprattutto c’è una situazione di degrado dell’edificio con impianti e arredi obsoleti su cui occorre intervenire. Spesso sopperiamo noi stessi imbiancando i muri e garantendo le pulizie. Contiamo sulla sensibilità del comune e sull’impegno che il sindaco Bonaldi aveva assunto».
«Per la prima gli sforzi si stanno concretizzando. Le parti coinvolte hanno trovato un accordo. Se tutto andrà come previsto, l’acquisizione dei locali a Drizzona sulla provinciale per Mantova dovrebbe avvenire tra settembre-ottobre, poi ovviamente resta la predisposizione dell’attività operativa. Sarà un comando di volontari, l’ideale sarebbe potere contare su venti o trenta unità, ma al momento ci sono una quindicina di persone iscritte. L’arruolamento è ancora possibile: il procedimento prevede una valutazione complessiva, una vista medica e un corso di formazione piuttosto severo. A Crema, invece, soffriamo una condizione critica. Gli spazi sono angusti, ma soprattutto c’è una situazione di degrado dell’edificio con impianti e arredi obsoleti su cui occorre intervenire. Spesso sopperiamo noi stessi imbiancando i muri e garantendo le pulizie. Contiamo sulla sensibilità del comune e sull’impegno che il sindaco Bonaldi aveva assunto».
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