Idea smart city? Cremona è pronta al grande passo

Smart city, la «città intelligente», uno strumento in grado di migliorare sensibilmente la qualità della vita dei cittadini. In un futuro non troppo distante tutti gli oggetti d’uso domestico potranno connettersi in rete, in linea con i progetti di domotica in sporadici casi già applicati anche in provincia, così come le infrastrutture fuori dalle nostre case, dalla segnaletica stradale all’illuminazione, dai cassonetti della spazzatura all’arredo urbano: tutto sarà online, e saranno necessarie infrastrutture per assecondare il cambiamento.
Between, una delle più grandi società d’analisi e sviluppo della sensibilità smart, nel suo Smart City Index 2013 – uno studio che si occupa di analizzare le potenzialità urbane in quanto a infrastrutture rivolte al web – piazza Cremona tra i primi posti nazionali per architetture (tra wi-fi e banda larga), undicesima in Italia, sommando tutte le variabili, e seconda il Lombardia solo dopo Milano. Ma che cosa manca ancora a Cremona? Risponde il direttore generale di AemCom e LineaCom Gerardo Paloschi: «C’è da mettere in chiaro una cosa – argomenta –: una smart city non è qualcosa che si compra, ma qualcosa che si costruisce negli anni, con le politiche, con le visioni, con le volontà dei singoli. Significa vedere la tecnologia come uno strumento per migliorare la qualità della vita: smart si diventa. Detto questo, Cremona negli ultimi dieci anni ha fatto passi importanti a livello infrastrutturale, di per sé una condizione necessaria ma non sufficiente. Serve una cultura generale diffusa perché le tecnologie siano utilizzate al meglio. L’approccio ha bisogno di tempo, ma Cremona ha tutte le carte in regola».
Between, una delle più grandi società d’analisi e sviluppo della sensibilità smart, nel suo Smart City Index 2013 – uno studio che si occupa di analizzare le potenzialità urbane in quanto a infrastrutture rivolte al web – piazza Cremona tra i primi posti nazionali per architetture (tra wi-fi e banda larga), undicesima in Italia, sommando tutte le variabili, e seconda il Lombardia solo dopo Milano. Ma che cosa manca ancora a Cremona? Risponde il direttore generale di AemCom e LineaCom Gerardo Paloschi: «C’è da mettere in chiaro una cosa – argomenta –: una smart city non è qualcosa che si compra, ma qualcosa che si costruisce negli anni, con le politiche, con le visioni, con le volontà dei singoli. Significa vedere la tecnologia come uno strumento per migliorare la qualità della vita: smart si diventa. Detto questo, Cremona negli ultimi dieci anni ha fatto passi importanti a livello infrastrutturale, di per sé una condizione necessaria ma non sufficiente. Serve una cultura generale diffusa perché le tecnologie siano utilizzate al meglio. L’approccio ha bisogno di tempo, ma Cremona ha tutte le carte in regola».
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