Approvata la variante al piano territoriale provinciale il Pianalto della Melotta rischia di diventare una cava proteste da sindaci, ambientalisti e cittadini

1 AGO 13
Ultimo aggiornamento: 16:1916 MAG 25
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Il Consiglio provinciale di Cremona approva la variante al piano territoriale, la modifica si somma al nuovo Piano Cave di due mesi fa, una combinazione che di fatto elimina i geositi. Il pensiero corre subito al Pianalto della Melotta di Romanengo, già al centro di polemiche per il rischio di essere trasformato in una cava o una discarica. L'opposizione di numerosi sindaci del Cremasco non è bastata, come non basta ad oggi la protesta impugnata da tutte le associazioni ambientaliste cremonesi. La novità arriva proprio dai paesi limitrofi, dove un centinaio di cittadini alza la voce per opporsi e ridiscutere la questione sul tavolo politico provinciale.
«Ho espresso anche nell'assemblea dei sindaci la mia contrarietà – commenta il sindaco di Romanengo Marco Cavalli – A questo proposito nelle scorse settimane abbiamo redatto un documento, firmato da alcuni sindaci del Cremasco, che chiede di normare in maniera diversa le possibilità d'intervento con cave e discariche in aree di pregio come il Pianalto della Melotta, un bene che va preservato».
Nel territorio Crmemonese ci sia ampia disponibilità di argilla, materia prima per l'edilizia: «I dati raccolti dimostrano che non c'era bisogno di fare altre cose almeno per i prossimi dieci anni – aggiunge Cavalli – Ora ci siamo limitati ad un atto formale, seguiranno altre azioni non solo dialettiche».
Il dissenso coinvolge anche alcuni esponenti del centrodestra provinciale, tra cui il cremasco Antonio Agazzi: «La normativa aprirà la strada all'escavazione, questo anche in un sito comoe la Melotta che Regione Lombardia voleva trasformare in un parco». Agazzi prende le distanze e si astiene durante la votazione in Consiglio, manifestando la propria contrarietà al probabile esito della nuova normativa.
Sul piede di guerra anche le associazioni ambientaliste, come Italianostra: «Attendiamo una risposta al nostro esposto, sta alla Provincia avanzare le proprie controdeduzioni», afferma il rappresentante Giovanni Bassi. «Sono interventi che andrebbero a modificare illegittimamente il piano territoriale regionale».