Happy Beach a Castelleone il sindaco replica alle critiche di alcuni cittadini

Happy Beach a Castelleone, è botta e risposta. Il sindaco Camillo Comandulli replica alle lamentele di qualche cittadino in relazione al torneo di beach volley che ha animato il centro storico per il weekend.
«Ho ricevuto gli apprezzamenti di molte persone di Castelleone, anche non più giovani - sostiene il sindaco - e non ho notato "sporcizia" né "dilagante inciviltà e illegalità", ma un bel clima di festa e allegria che, grazie questa manifestazione, siamo riusciti a portare in un centro storico altrimenti deserto, con esercizi pubblici chiusi alle 9 di sera e frequentato quasi esclusivamente da extracomunitari».
«Ho ricevuto gli apprezzamenti di molte persone di Castelleone, anche non più giovani - sostiene il sindaco - e non ho notato "sporcizia" né "dilagante inciviltà e illegalità", ma un bel clima di festa e allegria che, grazie questa manifestazione, siamo riusciti a portare in un centro storico altrimenti deserto, con esercizi pubblici chiusi alle 9 di sera e frequentato quasi esclusivamente da extracomunitari».
La manifestazione, precisa Comandulli, non ha gravato sulle casse della collettività grazie all'impegno dei giovani dell'associazione "Il Borgo" e degli assessori Giampalmiro Dusi e Marco De Luca; portare in piazza oltre 30 squadre di beach volley, quattro ristoratori collegati ai bar del centro, tre bar della periferia e tantissima gente, ha sicuramente arrecato qualche disagio, «ma ogni fastidio è stato ampiamente giustificato dal risultato».
Sulla questione "decibel", il primo cittadino si esprime così: «Ci siamo forse scordati dei jukebox ad alto volume delle estati della nostra gioventù? Quello era il nostro divertimento: perché allora non tollerare, per pochi giorni all'anno, una musica che non capiamo ma che fa ballare e divertire i nostri figli o nipoti?
"Buon senso" vuol dire anche tolleranza, perché senza tolleranza si alimentano estremismi che certamente non giovano e non portano ad una convivenza civile».
"Buon senso" vuol dire anche tolleranza, perché senza tolleranza si alimentano estremismi che certamente non giovano e non portano ad una convivenza civile».