Il Vescovo di Cremona Dante Lafranconi si congeda dai giovani della GMG «Testimoniate la vostra fede nelle periferie esistenziali»

Mons. Dante Lafranconi si è congedato dai giovani cremonesi che rimarranno a Rio fino al 1° agosto durante la Messa presieduta lunedì 29 luglio nella chiesa parrocchiale di Sant’Andrea, nelle vicinanze del porto della città carioca.
Poco dopo le otto i ragazzi di Cremona insieme a quelli di Mantova, con i quali hanno condiviso le tre mattine di catechesi, si sono ritrovati per recitare le Lodi mattutine e celebrare l’Eucaristia ricapitolava di un’intensa esperienza di fede e di Chiesa.
Accanto al Vescovo, oltre al responsabile della pastorale giovanile don Paolo Arienti e al sacerdote novello don Andrea Lamperti Tornaghi, vi erano anche i sacerdoti di Mantova che hanno accompagnato una trentina di ragazzi.
Nell’omelia mons. Lafranconi ha anzitutto commentato lo slogan della Gmg: "Andate e fate discepoli tutti i popoli": «Ricordiamoci – ha esordito – che non possiamo fare discepoli se prima noi non siamo diventati discepoli. E il discepolato è un cammino che dura per tutta la vita».
In secondo luogo il vescovo Dante ha puntato l’attenzione sul verbo “andare”: «Dobbiamo andare nei nostri ambienti di vita per portare la novità cristiana. Dobbiamo raggiungere quelle periferie esistenziali così care a Papa Francesco, quei luoghi cioè in cui vivono gli uomini senza Dio, senza una speranza affidabile». Questo compito importantissimo va condotto «senza paura e in pieno spirito di servizio»: «Il bello della vita – ha continuato – è donarsi senza riserve perché gli altri possano vedere che cosa di nuovo Gesù ha portato nell'esistenza di ogni persona».
Il discepolo per il vescovo Dante è anzitutto un innamorato di Dio: «Badate bene, però, che noi amiamo Dio perché lui per primo ci ha amato. La prima azione è sempre la sua. E l’amore è la carta d’identità del cristiano: solo l’amore reciproco ci permette di mostrare la presenza e la benevolenza di Dio che si è manifestato nel Cristo morto e risorto. Pensiamo alle qualità delle nostre relazioni umane: manifestano realmente la nostra appartenenza a Gesù?».
Quindi un pensiero sul Vangelo del giorno, nella festa di Santa Marta: «Sia Maria sia Marta vogliono onorare Gesù, eppure la prima sorella è elogiata dal Maestro perché ha scelto la parte migliore. Ebbene, Cristo non vuol dire che la carità di Marta non sia positiva, ma che alla fine della vita ciò che resterà sarà solo la contemplazione di Dio: non ci saranno, cioè, più poveri da servire o da aiutare! Queste due sorelle dunque mostrano due vocazioni importanti e degne di rispetto. Da parte nostra, qualsiasi vocazione o ministero abbiamo nella chiesa, compiamoli solo per onorare il Signore».
Infine un auspicio: «Ora la sfida è tradurre nella vita quotidiana quanto abbiamo ricevuto da questa Gmg. Per tale motivo vi invito nei prossimi mesi a riprendere i brani di Vangelo proclamati in queste giornate e le omelie che Papa Francesco ci ha offerto con tanto entusiasmo: siano motivo di riflessione e di preghiera e siano sprone per una testimonianza nei nostri ambienti».
Al termine della Messa sia don Ferri e sia don Arienti hanno ringraziato mons. Lafranconi per la sua costante presenza e attenzione: «Un ringraziamento particolare – ha aggiunto don Arienti – va alle famiglie della parrocchia di S. Andrea che ci hanno accolto con grande generosità e spirito di sacrificio: qualcuno per assicurarci un comodo letto si è messo a dormire per terra. E questo non lo dimenticheremo».
Dopo le foto di ritiro mons. Lafranconi è tornato in albergo, mentre i ragazzi cremonesi hanno iniziato la visita a Rio de Janeiro: prevista la salita al Cristo Redentore sulla montagna del Corcovado, la visita al Pan di Zucchero e alla mostra di arte sacra dove è esposta anche la Croce di San Facio di proprietà della diocesi di Cremona. Non mancheranno certamente momenti di relax sulla splendida spiaggia di Copacabana che dopo l’indimenticabile veglia e messa con Papa Francesco è tornata ad accogliere turisti e bagnanti.