Tamoil, la bonifica dell'intera area potrebbe costare 600 milioni di euro

27 LUG 13
Ultimo aggiornamento: 16:1816 MAG 25
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Potrebbe arrivare a costare 600 milioni di euro una bonifica integrale degli 80 ettari inquinati dalla raffineria Tamoil. Questo, almeno, è il calcolo realistico effettuato negli anni scorsi, una volta verificata l’esatta dimensione del danno ambientale. Si tratta di rimuovere interi strati di terreno spessi alcuni metri per portare in superficie le sostanze da trattare, dal momento che dalla sabbia, opportunamente trattata, si può estrarre ancora il petrolio che vi è contenuto. Nell’estate 2007 Il suolo fino a 10 metri di profondità si presentava fortemente inquinato per presenza di idrocarburi, benzene e piombo; le acque della falda superficiale ed intermedia risultavano non conformi ai parametri e concentrazioni di legge per contaminazione da idrocarburi totali, BTEX (benzene, toulene, etilbenzene e xilene), MTBE, ferro, vanadio, cadmio, piombo tetraetile, manganese, composti organici alogenati. In particolare, a seguito dei prelievi del 13 luglio del 2007, si accertava che presso le canottieri Bissolati, Flora, Cral Tamoil, Dopolavoro Ferroviario e Baldesio le acque destinate al consumo e all’utilizzo umano, pozzi dai 40 ai 140 metri, piscine e acqua del rubinetto della cucina presentavano parametri difformi quanto alla presenza di idrocarburi totali e metalli pesanti.