Presentata in Ascom la nuova Associazione Trasportatori Cremonesi

Questa mattina è stata presentata ufficialmente la nuova Associazione dei Trasportatori Cremonesi, nata in seno ad Ascom Cremona. La Atc è affiliata alla Federazione Autotrasportatori Italiani. Nonostante la Federzione sia la più importante a livello nazionale fino ad ora a Cremona mancava un gruppo che riunisse gli operatori del settore.
Alla presentazione ha presenziato il presidente Nazionale Paolo Uggè accompagnato dal segretario nazionale Pasquale Russo, e il neo presidente di Atc, Daniele Caffi. A fare da padrone di casa, il presidente di Asco, Claudio Pugnoli. Sicurezza, infrastrutture integrate, prezzi del carburante e il rinnovo del contratto collettivo nazionale in queste settimane in discussione (il 5 agosto si terrà uno sciopero), sono stati i temi affrontanti durante l'incontro da Uggè.
La ATC - spiega il presidente Daniele Caffi - è nata dalla volontà di un gruppo di autotrasportatori che hanno compreso l’importanza di essere uniti per affrontare e risolvere le problematiche che giornalmente le loro imprese incontrano. Hanno scelto di essere affiliati alla Fai Confcommercio”. Per ribadire il legame strettissimo con la FAI saranno presenti anche i vertici nazionali. Interverranno il presidente Paolo Uggè e il segretario Pasquale Russo. Uggè, in particolare, è al vertice del sindacato nazionale dell'autotrasporto da oltre trent’anni. E, dunque, rappresenta un osservatore privilegiato del sistema. Anche perché, oltre a guidare la Fai, è stato sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti.
Un impegno guidato dalla volontà di poter riformare compiutamente il mondo dell'autotrasporto. «Una impresa difficile – ha dichiarato in una intervista il presidente Uggè - in un Paese nel quale la logistica sembra un nodo impossibile da affrontare, e le grandi opere si annunciano e al massimo si cominciano, ma raramente si completano».
Anche per il settore non è un buon momento. Per le difficoltà legate alla crisi ma anche per l’aumento dei costi sulle imprese: pressione fiscale, costo del carburante, assicurazioni e quant’altro.
Anche per il settore non è un buon momento. Per le difficoltà legate alla crisi ma anche per l’aumento dei costi sulle imprese: pressione fiscale, costo del carburante, assicurazioni e quant’altro.
«Con il risultato - conferma Caffi – che molte imprese non riescono a sostenere gli alti costi di esercizio e sono costrette a chiudere. Anche per questo la FAI - conferma il presidente della ATC – è l'unica associazione che al momento sta lottando per il riconoscimento dei famosi “costi incomprimibili” che risultano essere indispensabili agli autotrasportatori per poter effettuare il loro lavoro con dignità e con il rispetto della “sicurezza alla circolazione” da tutti invocata. Si tratta, per noi, di un punto di partenza irrinunciabile per salvaguardare il nostro settore, il nostro lavoro e il nostro futuro, partendo proprio dal rispetto delle regole».
Sul territorio l’impegno della ATC è quello di «difendere e salvaguardare gli interessi degli autotrasportatori in conto terzi operanti con imprese di qualsiasi struttura: da quelle maggiormente strutturate fino al padroncino (il cosiddetto "monoveicolare"), così da essere riferimento per tutte le realtà del settore, indipendentemente dalla forma giuridica (snc - srl - sas - spa e anche consorzi o cooperative)».