Offanengo arrestato rapinatore Su di lui pendeva già una condanna

I carabinieri di Romanengo e di Paullo hanno arrestato e condotto in carcere
a Cremona Alessandro Di Fatta, 33enne di Offanengo, condannato ad
espiare la pena residua di otto mesi e diciannove giorni di reclusione,
decurtata la pena presofferta. Il ricorso presentato alla suprema corte di
cassazione avverso alla sentenza della corte di appello di Brescia è stato
dichiarato inammissibile. Era stato condannato in parziale riforma della
sentenza del tribunale di Crema ad anni due e mesi quattro per il concorso
in rapina perpetrata in Crema nel 2011. Una sera a viso scoperto era entrato
nella cabina del gestore di un impianto distributore di carburante e
minacciando l’esercente di avere una pistola in tasca riusciva a farsi
consegnare l’incasso circa 2700 euro ed a scappare a bordo dell’auto
condotta dal complice. Arrestato, ottenne gli arresti domiciliari in Merlino
e per questo il provvedimento di cattura divenuto esecutivo è stato curato
dai carabinieri di Paullo coadiuvati nella fase esecutiva da quelli di
Romanengo. Già nel 2010 gli stessi carabinieri di Paullo l'avevano arrestato
per il possesso di 120 grammi di hashish. I carabinieri di Zelo nel 2009 lo
aveva deferito per un abusivo allaccio alla rete del gas. Nel 2007 i
carabinieri di Romanengo l'hanno indagato per favoreggiamento durante le
indagini connesse al furto di una Audi asportata alla convivente ad
Offanengo, aveva chiaramente taciuto le informazioni per conseguire la
disponibilità dell'auto e la ritorsione nei confronti della parte lesa. Nel
2004 i carabinieri di Verolanuova l'avevano arrestato in quanto facente
parte di un sodalizio di otto pregiudicati responsabili di sei rapine
commesse durante l’estate in danno di banche e supermercati.
a Cremona Alessandro Di Fatta, 33enne di Offanengo, condannato ad
espiare la pena residua di otto mesi e diciannove giorni di reclusione,
decurtata la pena presofferta. Il ricorso presentato alla suprema corte di
cassazione avverso alla sentenza della corte di appello di Brescia è stato
dichiarato inammissibile. Era stato condannato in parziale riforma della
sentenza del tribunale di Crema ad anni due e mesi quattro per il concorso
in rapina perpetrata in Crema nel 2011. Una sera a viso scoperto era entrato
nella cabina del gestore di un impianto distributore di carburante e
minacciando l’esercente di avere una pistola in tasca riusciva a farsi
consegnare l’incasso circa 2700 euro ed a scappare a bordo dell’auto
condotta dal complice. Arrestato, ottenne gli arresti domiciliari in Merlino
e per questo il provvedimento di cattura divenuto esecutivo è stato curato
dai carabinieri di Paullo coadiuvati nella fase esecutiva da quelli di
Romanengo. Già nel 2010 gli stessi carabinieri di Paullo l'avevano arrestato
per il possesso di 120 grammi di hashish. I carabinieri di Zelo nel 2009 lo
aveva deferito per un abusivo allaccio alla rete del gas. Nel 2007 i
carabinieri di Romanengo l'hanno indagato per favoreggiamento durante le
indagini connesse al furto di una Audi asportata alla convivente ad
Offanengo, aveva chiaramente taciuto le informazioni per conseguire la
disponibilità dell'auto e la ritorsione nei confronti della parte lesa. Nel
2004 i carabinieri di Verolanuova l'avevano arrestato in quanto facente
parte di un sodalizio di otto pregiudicati responsabili di sei rapine
commesse durante l’estate in danno di banche e supermercati.