Orti sociali, un progetto d'aiuto in psichiatria

Quella degli orti sociali (o solidali) è una realtà che sta prendendo sempre più piede e si propone di rispondere a bisogni di diversa natura. Gli orti vengono solitamente realizzati su appezzamenti più o meno grandi, affidati da enti pubblici direttamente ai cittadini oppure dati in gestione ad associazioni senza scopo di lucro. Nel corso del tempo sono diventati un aiuto all’economia familiare, educando la comunità al rispetto per i cicli naturali di produzione e riqualificando aree urbane periferiche.
Nel nostro caso l'idea di realizzare un orto sociale per gli utenti dell'UOP29 (Psichiatria di Cremona) si è concretizzata attraverso l'unione di due progetti: il primo nato ed avviato nel 2012, promosso dall'Azienda Ospedaliera di Cremona all'interno del programma riabilitativo ed affidato alla Di.di.a.psi.; l’altro progetto “Usciamo dal nostro orto: coltiviamo coesione sociale”, finanziato dal Bando Volontariato 2012 di CSVnet Lombardia e Fondazione Cariplo e che vede la partecipazione in rete, oltre che della Di.di.a.psi., dell'Aval Provinciale di Cremona (organizzazione di volontariato delle Acli), della Zolla (associazione di volontariato sensibile alle tematiche legate alla tossicodipendenza) e di Filiera Corta Solidale (associazione di promozione sociale che si occupa di economia solidale, ambiente ed ecosostenibilità), con la partnership dell'UOP29.
Il bisogno a cui entrambi i progetti intendono rispondere è quello dell'integrazione delle persone con disagio psichico, resa ancora oggi più difficile dalla frammentazione dei luoghi di socializzazione e di incontro da un lato, e dalla crescente “tecnicizzazione” del lavoro in ambito lavorativo, dall'altro. Attraverso la coltivazione di un terreno comune si vuole: far sperimentare ai soggetti portatori di disagio psichico una maggiore opportunità d’integrazione; far sviluppare e sperimentare le proprie abilità lavorative e relazionali, seguendo i ritmi lenti della natura; far sviluppare e sperimentare capacità di adattamento al contesto ambientale e alle sue regole.
L'orto sociale diventa un luogo di incontro concreto, che dà prodotti e permette di sviluppare un percorso educativo e lavorativo “in situazione” adeguato alle proprie caratteristiche personali e all'interno di un progetto globale di inclusione sociale. Il progetto “riabilitativo” iniziale che vedeva coinvolti i soli utenti dell'unità operativa di Psichiatria si è quindi ampliato col progetto “sociale” che vede coinvolte Associazioni e Servizi per sviluppare condizioni socio-ambientali che permettono al territorio di crescere nell'attenzione ai temi sociali e all'economia locale, nel rispetto della natura e nella costruzione di esperienze di partecipazione attiva.
L'obiettivo finale è quello di creare un micro-sistema sostenibile di economia solidale che permetta l’integrazione di persone con disagio psichico e l'affiancamento di volontari e utenti all'interno dell'orto.
Concretamente il tutto si sta realizzando grazie all’integrazione dell’attività dei volontari delle associazioni coinvolte con gli utenti della unità operativa di Psichiatria di Cremona impegnati nell’attività riabilitativa di orticoltura negli spazi a disposizione in via Belgiardino. In questo modo gli utenti (sia quelli del territorio che i residenziali) e i volontari possono affiancarsi nella cura e coltivazione del terreno, imparando ciascuno dall'esperienza dell'altro e creando un clima di collaborazione e condivisione. È inoltre presente, oltre agli operatori dei Servizi e delle Associazioni, un esperto coltivatore che fornisce le indicazioni specifiche per la coltivazione e la raccolta dei prodotti. Tutto ciò che viene coltivato è rigorosamente biologico, sono banditi diserbanti e pesticidi. Il processo è autoproduttivo, vale a dire che i prodotti raccolti sono di proprietà di chi li ha coltivati, in un'ottica che ricada nel concetto di sana educazione alimentare in cui si mangiano prodotti buoni, stagionali e nel rispetto della natura.
Per ottenere fondi che sostengano l'orto sociale sono state messe in atto diverse iniziative, tra cui la cena di Natale, organizzata dal Centro Psico-Sociale in collaborazione con Di.di.a.psi, e il concerto del 20 maggio “Giorgio Cordini e Gio Bressanelli cantano De Andrè”, organizzato da Aval e Fcs al Palazzo Cittanova.
Per ottenere fondi che sostengano l'orto sociale sono state messe in atto diverse iniziative, tra cui la cena di Natale, organizzata dal Centro Psico-Sociale in collaborazione con Di.di.a.psi, e il concerto del 20 maggio “Giorgio Cordini e Gio Bressanelli cantano De Andrè”, organizzato da Aval e Fcs al Palazzo Cittanova.
