La Tamoil inquina ancora: aree ormai irrecuperabili

Sono fino ad ora 650 mila i metri cubi di petrolio aspirati dalla falda, circa 650 mila tonnellate. «Una piccola fabbrica sotterranea di petrolio», chiosa Edoardo Bai, perito di parte civile dell’accusa nel processo Tamoil, medico ed esperto del Comitato Scientifico di Legambiente. Secondo i dati forniti dalla stessa azienda dai 221 mila metri cubi di acqua aspirati ogni mese dai pozzi collocati nelle aree interne della raffineria, vengono estratti 31 metri cubi di surnatante. Un inquinamento ambientale che ha fatto ritenere il ripristino delle aree interne pressochè irrealizzabile dai tre periti nominati dal gup Guido Salvini, i chimici Roberto Monguzzi e Mauro Sanna, e il geologo Bruno Grego. 80 milioni di euro il costo della bonifica preventivato dalla Tamoil al momento in cui l’inquinamento della raffineria divenne di pubblico dominio. Il conto è presto fatto: un milione per ognuno degli ottanta ettari di terreno inquinato.
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