Maltempo, danni all'agricoltura Unità di crisi in Provincia: il 22 luglio incontro con Martina in Prefettura

Tavolo d'autorità questa mattina tra la Provincia di Cremona e la Prefettura per fare il punto della situazione sui danni arrecati all'agricoltura dal maltempo dello scorso fine settimana. Presenti all'unità di crisi straordinaria al palazzo della Provincia i parlamentari Cinzia Fontana e Luciano Pizzetti (Pd), e Silvana Comaroli (Lega), i consiglieri regionali Federico Lena (Lega) e Carlo Malvezzi (Pdl), il coordinatore regionale di Sel Gabriele Piazzoni e i rappresentanti di Libera, Coldiretti e Cia.
IL PUNTO DEL PRESIDENTE – «È stata una riunione molto articolata e corposa – attacca il presidente della Provincia di Cremona Massimiliano Salini –, durante la quale in prima battuta è stato fatto un confronto tra questioni molto importanti come il rapporto sul territorio tra coltivazioni assicurate e non assicurate, per stabilire le destinazioni di eventuali risorse messe a disposizione dal Governo in caso di riconoscimento dello stato di calamità naturale. In teoria è previsto solo per le coltivazioni non assicurabili, e le nostre sono tutte assicurabili. La nostra richiesta al Prefetto è che si deroghi a questo principio, perché molti dei nostri agricoltori non hanno le possibilità per permettersi un'assicurazione, ma anche in caso fossero in grado di accollarsi questo esborso le franchigie sono sempre molto alte».
NON SOLO DANNI ALL'AGRICOLTURA – Non solo danni alle coltivazioni ma anche nocumento a vari settori dell'imprenditoria, con trombe d'aria, grandine e piogge diffuse che hanno interessato diverse zone del Cremonese, scoperchiando edifici e danneggiando veicoli e strutture: «Abbiamo affrontato anche altri discorsi – prosegue –, non solo quelli relativi al settore agricolo, ma abbiamo avuto anche segnalazioni importanti per danni alle strutture imprenditoriali, e abbiamo allargato un po' il campo della richiesta allo Stato».
TAVOLO TECNICO IL 22 LUGLIO – «L'impegno è comunque quello di ritrovarci in settimana – spiega Salini –, per un nuovo confronto. Avremo anche un incontro con il sottosegretario all'Agricoltura Maurizio Martina il 22 luglio alle 12.30 in Prefettura, per fare il punto della situazione con i dati raccolti, al quale vorremmo che si aggiungesse anche l'assessore regionale all'Agricoltura Gianni Fava. Per questo ribadiamo il concetto agli imprenditori agricoli di compilare i moduli che abbiamo messo a disposizione in Provincia con l'ammontare dei danni».
«Una stima dei danni? Non è ancora possibile, ma siamo ampiamente oltre il 30 per cento che la legge necessita per riconoscere lo stato di calamità», conclude il presidente della Provincia.
«Una stima dei danni? Non è ancora possibile, ma siamo ampiamente oltre il 30 per cento che la legge necessita per riconoscere lo stato di calamità», conclude il presidente della Provincia.
LE ORGANIZZAZIONI AGRICOLE – Avviare subito, con la massima celerità, l’iter necessario per veder riconosciuto lo stato di calamità naturale nei comuni colpiti dal nubifragio che, sabato 13 luglio, in poco più di mezzora ha letteralmente spazzato via, per molte imprese agricole, il lavoro di un’intera annata. Questa la richiesta rivolta da Coldiretti Cremona ai rappresentanti del territorio, nei due incontri svoltisi in mattinata, presso l’Amministrazione Provinciale e presso la Prefettura di Cremona. Fin dalle prime ore seguite alla violenta grandinata e alla tromba d’aria abbattutesi sulla bassa cremonese e sulla fascia casalasca, Coldiretti Cremona è intervenuta sul campo, con le imprese agricole e i rappresentanti del territorio. Per l’intera giornata di sabato 13 luglio funzionari e agricoltori soci di Coldiretti Cremona hanno mostrato all’Assessore provinciale all’Agricoltura Gianluca Pinotti e al Consigliere regionale Carlo Malvezzi la gravità del danno riportato dalle imprese agricole, in una serie di sopralluoghi, da Solarolo Rainerio a Pessina Cremonese, da San Giovanni in Croce a Cà d’Andrea.
Interi raccolti – di mais, pomodoro, foraggi – sono stati rasi al suolo. Questa l’immagine che si è proposta fin dai primi sopralluoghi, che hanno evidenziato tutta l’entità dei danni riportati sia dalle strutture (con tetti scoperchiati, impianti fotovoltaici danneggiati) che dalle colture. Si aggiunga la preoccupazione delle aziende zootecniche, che dovranno affrontare il disagio, e la grave spesa, dell’acquisto altrove di alimenti per gli allevamenti (in una provincia nella quale il proliferare degli impianti a biogas già ha fatto lievitare i costi e creato problemi nell’approvvigionamento del mais).
Stamattina si è fatto il punto con i massimi rappresentati del territorio. Alle ore 9, in Provincia, il Direttore di Coldiretti Cremona Simone Solfanelli, affiancato dal Segretario della Zona di Cremona Pietro Scolari, ha preso parte all’incontro convocato dal Presidente della Provincia Massimiliano Salini, al quale erano presenti, con l’Assessore Pinotti e i Dirigenti provinciali, tutte le Associazioni di categoria, i Parlamentari e Consiglieri regionali eletti sul territorio, vari rappresentanti del tessuto economico e produttivo, fra cui il Presidente del Consorzio Casalasco del Pomodoro Paolo Voltini, e dei Comuni, fra cui il Sindaco di Cappella de’ Picenardi Raffaele Leni.
Lo stesso tavolo si è successivamente riunito in Prefettura, con il Prefetto dott. Tancredi Bruno di Clarafond e il Capo di Gabinetto dott. Beaumont Bortone.
Tutti hanno concordato sulla gravità della situazione e sulla necessità di un intervento immediato a tutela dell’economia della nostra provincia.
Ogni soggetto coinvolto si è impegnato, nel suo ruolo e per le sue competenze, a fare la propria parte perché si giunga in tempi rapidi al riconoscimento dello stato di calamità naturale. Nel contempo Coldiretti Cremona proseguirà nella verifica dei danni, attraverso un monitoraggio che si sta svolgendo, azienda per azienda, in tutta la fascia colpita dal nubifragio. Gabbioneta Binanuova, Pescarolo, Corte de’ Frati, Scandolara Ripa d’Oglio, Robecco d’Oglio, Pessina Cremonese, Cicognolo, Cà d’Andrea, Torre de’ Picenardi, Drizzona, Piadena, Solarolo Rainerio, Voltido, San Giovanni in Croce, Derovere, Gussola, Martignana di Po, Casalmaggiore, Cappella de’ Picenardi, Cingià de’ Botti, Cella Dati, Pieve San Giacomo, Ostiano, Rivarolo del Re, Casteldidone, Scandolara Ravara, San Martino del Lago sono i comuni più colpiti, ma l’elenco si sta allungando di minuto in minuto.
Interi raccolti – di mais, pomodoro, foraggi – sono stati rasi al suolo. Questa l’immagine che si è proposta fin dai primi sopralluoghi, che hanno evidenziato tutta l’entità dei danni riportati sia dalle strutture (con tetti scoperchiati, impianti fotovoltaici danneggiati) che dalle colture. Si aggiunga la preoccupazione delle aziende zootecniche, che dovranno affrontare il disagio, e la grave spesa, dell’acquisto altrove di alimenti per gli allevamenti (in una provincia nella quale il proliferare degli impianti a biogas già ha fatto lievitare i costi e creato problemi nell’approvvigionamento del mais).
Stamattina si è fatto il punto con i massimi rappresentati del territorio. Alle ore 9, in Provincia, il Direttore di Coldiretti Cremona Simone Solfanelli, affiancato dal Segretario della Zona di Cremona Pietro Scolari, ha preso parte all’incontro convocato dal Presidente della Provincia Massimiliano Salini, al quale erano presenti, con l’Assessore Pinotti e i Dirigenti provinciali, tutte le Associazioni di categoria, i Parlamentari e Consiglieri regionali eletti sul territorio, vari rappresentanti del tessuto economico e produttivo, fra cui il Presidente del Consorzio Casalasco del Pomodoro Paolo Voltini, e dei Comuni, fra cui il Sindaco di Cappella de’ Picenardi Raffaele Leni.
Lo stesso tavolo si è successivamente riunito in Prefettura, con il Prefetto dott. Tancredi Bruno di Clarafond e il Capo di Gabinetto dott. Beaumont Bortone.
Tutti hanno concordato sulla gravità della situazione e sulla necessità di un intervento immediato a tutela dell’economia della nostra provincia.
Ogni soggetto coinvolto si è impegnato, nel suo ruolo e per le sue competenze, a fare la propria parte perché si giunga in tempi rapidi al riconoscimento dello stato di calamità naturale. Nel contempo Coldiretti Cremona proseguirà nella verifica dei danni, attraverso un monitoraggio che si sta svolgendo, azienda per azienda, in tutta la fascia colpita dal nubifragio. Gabbioneta Binanuova, Pescarolo, Corte de’ Frati, Scandolara Ripa d’Oglio, Robecco d’Oglio, Pessina Cremonese, Cicognolo, Cà d’Andrea, Torre de’ Picenardi, Drizzona, Piadena, Solarolo Rainerio, Voltido, San Giovanni in Croce, Derovere, Gussola, Martignana di Po, Casalmaggiore, Cappella de’ Picenardi, Cingià de’ Botti, Cella Dati, Pieve San Giacomo, Ostiano, Rivarolo del Re, Casteldidone, Scandolara Ravara, San Martino del Lago sono i comuni più colpiti, ma l’elenco si sta allungando di minuto in minuto.
Grazie all’intervento di Provincia e Prefettura è stato già fissato, per il prossimo 22 luglio, un incontro a Cremona con Maurizio Martina, Sottosegretario alle Politiche agricole, alimentari e forestali del Governo Letta, al quale verranno consegnati tutti gli elementi utili a tracciare il quadro della gravissima situazione e ad ottenere il necessario intervento a sostegno delle imprese agricole e del nostro territorio.