Assoindustriali e Bcc stanziano 15 milioni di euro per le imprese del territorio

'Insieme per il territorio centra il bersaglio: a partire già da oggi, e fino al 30 giugno del 2014, le imprese interessate avranno a disposizione un plafond di 15 milioni di euro (10 di nuova raccolta dei risparmiatori, 5 messi dagli istituti di credito), per iniettare liquidità in azienda e per fare nuovi investimenti. Presentata lo scorso 30 aprile, l'iniziativa promossa dall'Associazione Industriali di Cremona insieme alle banche del credito cooperativo del territorio, Cremonese, Cremasca, Dovera e Postino e Adda e Cremasco, ha superato le attese raggiungendo in brevissimo tempo il plafond previsto ottenuto attraverso la sottoscrizione da parte dei risparmiatori del nostro territorio di bond territoriali a condizioni particolarmente vantaggiose e con cedola semestrale. Parte ora la seconda fase di questa operazione che consiste nell’erogazione da parte della Bcc di mutui chirografari a tasso fisso di favore (4,75% con il sostegno della garanzia dei Confidi) che potranno essere richiesti dalle imprese del territorio per accrescere la liquidità (fino a 200 mila euro) e per fare nuovi investimenti (300 mila euro). Il successo della prima fase e la partenza della seconda sono state presentate oggi presso la sede di Assoindustriali dal presidente e dal direttore, Mario Caldonazzo ed Ernesto Cabrini, accompagnati dai presidenti e dai direttori degli istituti di credito coinvolti, Antonio Davò e Paolo Innocenti, per la Bcc Cremona, Francesco Giroletti e Mauro Regazzetti, per la Bcc Cremasca, Ersilio Raimondi Cominesi e Marcello Nizzoli, per la Bcc di Dovera e Postino e Giorgio Merigo e Daniele Migliazzi, per la Bcc dell'Adda e del Cremasco.
L'obiettivo di questa iniziativa è certamente cercare di ovviare alla stratta del credito che ha colpito le aziende, ma anche e soprattutto restituire un segnale di fiducia.
L'obiettivo di questa iniziativa è certamente cercare di ovviare alla stratta del credito che ha colpito le aziende, ma anche e soprattutto restituire un segnale di fiducia.
GLI INTERVENTI
«La situazione resta molto difficile» - commenta Cabrini – ma ci sono banche, come quelle del credito cooperativo, che si attivano in tutti i modi per essere di sostegno al territorio».
«Un ringraziamento particolare va alle nostre banche per l'eccellente lavoro svolto - sottolinea Caldonazzo – ma un ringraziamento va anche ai risparmiatori che attraverso la sottoscrizioni dei bond territoriali hanno dimostrato di avere fiducia nelle nostre imprese, cogliendo l'importanza di sostenere l'iniziativa, consapevoli che quanto sarebbe stato raccolto era proprio destinato a sostenere le aziende della provincia. Il problema del credito è un problema grave ma non è solo questo. C'è anche un serio problema di mancanza di fiducia e di motivazioni da parte degli imprenditori», certamente logorati da una crisi che va avanti da sei anni, ma anche prostrati dal fatto di non intravedere segnali di un cambio di rotta. «Auguriamoci davvero che continui la richiesta da parte delle imprese di iniziative come questa che rappresenta un sostegno prezioso per continuare ad investire e a svilupparsi». Perchè se è vero che continuano a mancare le risposte che le imprese chiedono, è altrettanto vero che il rischio di una disillusione e di una crisi di fiducia è concretissimo. Oggi tocca a noi – conclude Caldonazzo – facendo presente alle nostre imprese che il plafond da 15 milioni di euro è a disposizione. Questa iniziativa è anche la dimostrazione che esiste un gruppo di banche che crede in loro e che c'è una comunità che crede nelle imprese».
«Sul fatto che l'iniziativa sarebbe stata un successo avevo pochi dubbi» - dichiara Antonio Davò. Che rimarca tuttavia come oggi manchi la «voglia di andare avanti e il credito buono. Da parte nostra ce la mettiamo tutta, ma sicuramente un grosso esame sarà rappresentato dalla ripresa autunnale. L'ossatura del nostro territorio è la piccola impresa. Dobbiamo sperare nelle motivazioni dei nostri imprenditori».
Giroletti ricorda come in poco più di dieci giorni la banca abbia raggiunto il budget previsto. «Ci sono dei segnali di desolazione e difficoltà da parte delle imprese alle quali noi cerchiamo di dare una mano».
Merigo si sofferma sul fatto che l'iniziativa è stata promossa dall'Associazione Industriali insieme alle quattro Bcc del territorio, «un preciso segnale di fiducia e sostegno verso le imprese meno strutturale che hanno bisogno di una nuova progettualità». Peraltro – continua il presidente della Bcc dell'Adda e del Cremasco - «ultimamente abbiamo percepito dei segnali positivi di aziende che seguiamo e che operano con l'estero. Auspichiamo l'arrivo di una ripresa che ancora non si vede ma che è fatta di molti passi preliminari». Anche Raimondi sottolinea l'interesse suscitato dall'iniziativa nella platea dei risparmiatori «anche se noi operiamo in una realtà più piccola con molte famiglie in difficoltà. Vogliamo dimostrare alle imprese che siamo pronte a sostenerle».
Per Innocenti «accompagnare le imprese per aiutarle ad uscire dalla difficoltà significa, per le banche coinvolte, accollarsi perdite rilevanti. Ma lo facciamo proprio per sostenere le piccole e medie imprese anche quando non ce la fanno a pagare. Vorrei anche sottolineare che dei 15 milioni di plafond, 10 milioni sono di nuova raccolta. Le Bcc sono banche molto liquide, ma la verità è che c'è un deficit di domanda da parte delle imprese del territorio. Il nostro obiettivo è far ripartire i nuovi progetti. Se non riusciremo a raggiungere questo obiettivo il rischio è di non uscirne fuori».
«Un ringraziamento particolare va alle nostre banche per l'eccellente lavoro svolto - sottolinea Caldonazzo – ma un ringraziamento va anche ai risparmiatori che attraverso la sottoscrizioni dei bond territoriali hanno dimostrato di avere fiducia nelle nostre imprese, cogliendo l'importanza di sostenere l'iniziativa, consapevoli che quanto sarebbe stato raccolto era proprio destinato a sostenere le aziende della provincia. Il problema del credito è un problema grave ma non è solo questo. C'è anche un serio problema di mancanza di fiducia e di motivazioni da parte degli imprenditori», certamente logorati da una crisi che va avanti da sei anni, ma anche prostrati dal fatto di non intravedere segnali di un cambio di rotta. «Auguriamoci davvero che continui la richiesta da parte delle imprese di iniziative come questa che rappresenta un sostegno prezioso per continuare ad investire e a svilupparsi». Perchè se è vero che continuano a mancare le risposte che le imprese chiedono, è altrettanto vero che il rischio di una disillusione e di una crisi di fiducia è concretissimo. Oggi tocca a noi – conclude Caldonazzo – facendo presente alle nostre imprese che il plafond da 15 milioni di euro è a disposizione. Questa iniziativa è anche la dimostrazione che esiste un gruppo di banche che crede in loro e che c'è una comunità che crede nelle imprese».
«Sul fatto che l'iniziativa sarebbe stata un successo avevo pochi dubbi» - dichiara Antonio Davò. Che rimarca tuttavia come oggi manchi la «voglia di andare avanti e il credito buono. Da parte nostra ce la mettiamo tutta, ma sicuramente un grosso esame sarà rappresentato dalla ripresa autunnale. L'ossatura del nostro territorio è la piccola impresa. Dobbiamo sperare nelle motivazioni dei nostri imprenditori».
Giroletti ricorda come in poco più di dieci giorni la banca abbia raggiunto il budget previsto. «Ci sono dei segnali di desolazione e difficoltà da parte delle imprese alle quali noi cerchiamo di dare una mano».
Merigo si sofferma sul fatto che l'iniziativa è stata promossa dall'Associazione Industriali insieme alle quattro Bcc del territorio, «un preciso segnale di fiducia e sostegno verso le imprese meno strutturale che hanno bisogno di una nuova progettualità». Peraltro – continua il presidente della Bcc dell'Adda e del Cremasco - «ultimamente abbiamo percepito dei segnali positivi di aziende che seguiamo e che operano con l'estero. Auspichiamo l'arrivo di una ripresa che ancora non si vede ma che è fatta di molti passi preliminari». Anche Raimondi sottolinea l'interesse suscitato dall'iniziativa nella platea dei risparmiatori «anche se noi operiamo in una realtà più piccola con molte famiglie in difficoltà. Vogliamo dimostrare alle imprese che siamo pronte a sostenerle».
Per Innocenti «accompagnare le imprese per aiutarle ad uscire dalla difficoltà significa, per le banche coinvolte, accollarsi perdite rilevanti. Ma lo facciamo proprio per sostenere le piccole e medie imprese anche quando non ce la fanno a pagare. Vorrei anche sottolineare che dei 15 milioni di plafond, 10 milioni sono di nuova raccolta. Le Bcc sono banche molto liquide, ma la verità è che c'è un deficit di domanda da parte delle imprese del territorio. Il nostro obiettivo è far ripartire i nuovi progetti. Se non riusciremo a raggiungere questo obiettivo il rischio è di non uscirne fuori».