Danni in agricoltura, domani si riunisce l'unità di crisi per fare il punto della situazione

Coltivazioni, terreni e stalle messi in ginocchio dal maltempo, ora interviene la politica. Dopo il summit convocato ieri a Cappella de' Picenardi dal sindaco Raffaele Leni con i rappresentanti di Coldiretti, l'assessore provinciale all'Agricoltura Gianluca Pinotti e il consigliere regionale Carlo Malvezzi, membro della commissione Agricoltura in Lombardia, per fare il punto della situazione, domani mattina, alle 9, nella sede della Provincia si riunirà l'unità di crisi sui danni all'agricoltura.
Pinotti e Malvezzi hanno assicurato già ieri la loro disponibilità a farsi promotori della richiesta di stato di calamità: «La loro presenza al tavolo riunito a Cappella de' Picenardi è stata fondamentale – evidenzia il sindaco Leni – per avanzare un prima riflessione sulle modalità di azione. Abbiamo convenuto sulla necessità di effettuare una mappatura globale delle situazioni critiche, valutando nel dettaglio le aree colpite e i settori. Senza dubbio, il comparto agroalimentare è stato pesantemente danneggiato: un evento di tale entità avrà ripercussioni sia direttamente sui prodotti alimentari sia sull'occupazione, con grosse difficoltà per tutto l'indotto». Due sono, in particolare, i fronti interessati: «Le monocolture, dal mais all'ortofrutta, per tutta la fascia che interessa il casalasco e l'area cremonese intorno a Cicognolo, Cappella e Pescarolo, molto colpite – prosegue Leni -. ma anche il settore dell'allevamento è stato messo in ginocchio: la conta dei danni riguarda anche tante stalle scoperchiate, situazione che si è presentata in gran parte dei comuni colpiti».
Leni, Malvezzi e Pinotti, insieme a Coldiretti, hanno proseguito la visita tra i campi martoriati con il presidente del Consorzio Casalasco del Pomodoro Paolo Voltini.
Pinotti e Malvezzi hanno assicurato già ieri la loro disponibilità a farsi promotori della richiesta di stato di calamità: «La loro presenza al tavolo riunito a Cappella de' Picenardi è stata fondamentale – evidenzia il sindaco Leni – per avanzare un prima riflessione sulle modalità di azione. Abbiamo convenuto sulla necessità di effettuare una mappatura globale delle situazioni critiche, valutando nel dettaglio le aree colpite e i settori. Senza dubbio, il comparto agroalimentare è stato pesantemente danneggiato: un evento di tale entità avrà ripercussioni sia direttamente sui prodotti alimentari sia sull'occupazione, con grosse difficoltà per tutto l'indotto». Due sono, in particolare, i fronti interessati: «Le monocolture, dal mais all'ortofrutta, per tutta la fascia che interessa il casalasco e l'area cremonese intorno a Cicognolo, Cappella e Pescarolo, molto colpite – prosegue Leni -. ma anche il settore dell'allevamento è stato messo in ginocchio: la conta dei danni riguarda anche tante stalle scoperchiate, situazione che si è presentata in gran parte dei comuni colpiti».
Leni, Malvezzi e Pinotti, insieme a Coldiretti, hanno proseguito la visita tra i campi martoriati con il presidente del Consorzio Casalasco del Pomodoro Paolo Voltini.
LA CONTA DEI DANNI
Dopo il violentissimo nubifragio di ieri mattina le organizzazioni agricole sono già all'opera per fare la conta dei danni. Danni ingentissimi che si vanno a sommare a quelli prodotti da una primavera caratterizzata da piogge continue che hanno ritardato di due mesi le semine. E così la grandine e la tromba d’aria che si sono abbattuti sulla bassa cremonese e sulla fascia casalasca, ha interessato nel dettaglio i comuni di Gabbioneta Binanuova, Ostiano, Pessina Cremonese, Cappella de Picenardi, Ca d’Andrea, Torre de’ Picenardi, Cingia de’ Botti, Scandolara Ravara, Solarolo, Gussola, San Giovanni in Croce, Torricella del Pizzo, si registrano i rovinosi effetti del maltempo. E, con l’arrivo di altre segnalazioni, l’elenco dei territori fortemente colpiti sembra destinato ad allungarsi.
Numerose piante divelte, le colture in campo letteralmente rase al suolo (in queste zone si parla soprattutto di mais, foraggi, pomodori), danni rilevanti ai tetti delle stalle e dei capannoni. Questo un primo ‘report’ della situazione in agricoltura, secondo le segnalazioni che giungono dalla imprese agricole. Pesantemente danneggiati risultano anche alcuni impianti fotovoltaici, collocati sui tetti delle stalle.
Immediato è stato l’intervento di Coldiretti Cremona, nel mettere in atto un approfondito monitoraggio della situazione e nell’allertare la Provincia di Cremona e la Prefettura, con una prima comunicazione che evidenzia la gravità dei danni riportati dall’agricoltura e che s’impegna nei prossimi giorni a far pervenire un censimento più completo ed approfondito della situazione. «E’ questo senza dubbio – sottolinea Coldiretti Cremona – il primo passo verso una richiesta di riconoscimento della calamità naturale per le zone colpite dal nubifragio .
Il tornado – spiega la Coldiretti Lombardia – fra le 5 e le 6 ha devastato stalle, campi di mais e di soia sull’asse che da Brescia scende verso Chiari, Dello, Manerbio, Verolanuova, Offlaga e poi è arrivato nel Cremonese colpendo i comuni di Gabbioneta Binanuova, Ostiano, Pessina Cremonese, Cappella de Picenardi, Ca d’Andrea, Torre de’ Picenardi, Cingia de Botti, Scandolara Ravara, Solarolo e Gussolasi, Casalmaggiore e Rivarolo del Re. Il maltempo si è manifestato con una violenta bufera di pioggia, ma nell’epicentro della tempesta le forti raffiche di vento e la grandine, con chicchi delle dimensioni di una nocciola, hanno divelto tetti e raso al suolo interi raccolti di mais, soia, cereali, foraggi, pomodori, frutta e ortaggi.
«Già questa primavera fredda e le piogge intense hanno ritardato fino a due mesi le semine riducendo anche del 40 per cento le previsioni di resa su mais, orzo, cereali, ortaggi e frutta – spiega Ettore Prandini, Presidente della Coldiretti Lombardia – questa tempesta perfetta che si è abbattuta sui territori fra Brescia e Cremona ha finito il lavoro e compromesso in modo definitivo la situazione. Adesso è più che mai urgente che venga concesso lo stato di calamità. Quest’anno i danni del maltempo in Italia hanno superato il miliardo di euro. Una stagione con una congiuntura di eventi così negativa non si ricordava da anni».
I tecnici hanno compiuto un primo computo dei danni alle coltivazioni e alle strutture. Per quanto riguarda le produzioni, in alcuni casi il danno è stato quasi del 100 per cento, con la coltre di ghiaccio che, alle 11 del mattino, era ancora sul terreno. Gli agricoltori sono anche dovuti intervenire con gli spalaneve per spostare il tappeto di grandine. A Offlaga il tornado ha scoperchiato un allevamento di suini. Nel Cremonese numerose piante divelte, sono stati rasi al suolo interi raccolti danni rilevanti ai tetti delle stalle e dei capannoni. Pesantemente danneggiati anche alcuni impianti fotovoltaici, collocati sui tetti delle stalle.
Numerose piante divelte, le colture in campo letteralmente rase al suolo (in queste zone si parla soprattutto di mais, foraggi, pomodori), danni rilevanti ai tetti delle stalle e dei capannoni. Questo un primo ‘report’ della situazione in agricoltura, secondo le segnalazioni che giungono dalla imprese agricole. Pesantemente danneggiati risultano anche alcuni impianti fotovoltaici, collocati sui tetti delle stalle.
Immediato è stato l’intervento di Coldiretti Cremona, nel mettere in atto un approfondito monitoraggio della situazione e nell’allertare la Provincia di Cremona e la Prefettura, con una prima comunicazione che evidenzia la gravità dei danni riportati dall’agricoltura e che s’impegna nei prossimi giorni a far pervenire un censimento più completo ed approfondito della situazione. «E’ questo senza dubbio – sottolinea Coldiretti Cremona – il primo passo verso una richiesta di riconoscimento della calamità naturale per le zone colpite dal nubifragio .
Il tornado – spiega la Coldiretti Lombardia – fra le 5 e le 6 ha devastato stalle, campi di mais e di soia sull’asse che da Brescia scende verso Chiari, Dello, Manerbio, Verolanuova, Offlaga e poi è arrivato nel Cremonese colpendo i comuni di Gabbioneta Binanuova, Ostiano, Pessina Cremonese, Cappella de Picenardi, Ca d’Andrea, Torre de’ Picenardi, Cingia de Botti, Scandolara Ravara, Solarolo e Gussolasi, Casalmaggiore e Rivarolo del Re. Il maltempo si è manifestato con una violenta bufera di pioggia, ma nell’epicentro della tempesta le forti raffiche di vento e la grandine, con chicchi delle dimensioni di una nocciola, hanno divelto tetti e raso al suolo interi raccolti di mais, soia, cereali, foraggi, pomodori, frutta e ortaggi.
«Già questa primavera fredda e le piogge intense hanno ritardato fino a due mesi le semine riducendo anche del 40 per cento le previsioni di resa su mais, orzo, cereali, ortaggi e frutta – spiega Ettore Prandini, Presidente della Coldiretti Lombardia – questa tempesta perfetta che si è abbattuta sui territori fra Brescia e Cremona ha finito il lavoro e compromesso in modo definitivo la situazione. Adesso è più che mai urgente che venga concesso lo stato di calamità. Quest’anno i danni del maltempo in Italia hanno superato il miliardo di euro. Una stagione con una congiuntura di eventi così negativa non si ricordava da anni».
I tecnici hanno compiuto un primo computo dei danni alle coltivazioni e alle strutture. Per quanto riguarda le produzioni, in alcuni casi il danno è stato quasi del 100 per cento, con la coltre di ghiaccio che, alle 11 del mattino, era ancora sul terreno. Gli agricoltori sono anche dovuti intervenire con gli spalaneve per spostare il tappeto di grandine. A Offlaga il tornado ha scoperchiato un allevamento di suini. Nel Cremonese numerose piante divelte, sono stati rasi al suolo interi raccolti danni rilevanti ai tetti delle stalle e dei capannoni. Pesantemente danneggiati anche alcuni impianti fotovoltaici, collocati sui tetti delle stalle.