Il decreto sblocca-debiti fa flop La pubblica amministrazione deve alle imprese 34 milioni

Sei mesi per le attività artigianali, un anno per quelle industriali, circa un anno e mezzo, con punte di 3/4anni per quelle edili. Sono i ritardi accumulati in provincia di Cremona dalla Pubblica Amministrazione nell’evadere i pagamenti alle imprese per lavori già eseguiti. In tempi di crisi una mazzata pesantissima per chi cerca di sopravvivere, in altri casi un colpo fatale che porta alla chiusura. Secondo una prima stima effettuata sulla base del decreto del governo del 14 maggio (che stabilisce, per ogni comune, i cosiddetti spazi finanziari), in provincia di Cremona la pubblica amministrazione ha raggiunto quasi 34 milioni di euro debiti verso le imprese. A fare la parte del leone è l’amministrazione provinciale con poco più di 17 milioni, mentre fra i comuni spicca Cremona con 10,3 milioni di euro, Soncino (1,1 milioni di euro), Spino d’Adda (795 mila euro) e Offanengo (785 mila euro). Questi 33,7 milioni di euro non sono che una parte del totale se si pensa che lunedì prossimo, 15 luglio, il governo stabilirà una seconda ripartizione destinata sempre agli enti locali mentre entro il 15 settembre tutte le pubbliche amministrazioni devono ultimare la ricognizione dei debiti certi, liquidi ed esigibili, maturati al 31 dicembre del 2012 e dei creditori da iscrivere alla piattaforma di certificazione del credito. I comuni italiani, tuttavia, stanno mostrando una sorprendente prudenza e non sono pochi quelli che attenderanno la fine del 2014 per completare questi pagamenti. «Non possiamo certo dire che il decreto sia risolutivo - dichiara l’on. Cinzia Fontana, membro della Commissione Lavoro della Camera - ma è un significativo passo in avanti. Dovremo monitorare che funzioni celermente e impostare un’ulteriore procedura per chiudere definitivamente la partita dello stock pregresso ed evitare il ripetersi di questi fenomeni per non trovarsi nuovamente e sempre daccapo ad agire nell’emergenza».
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