CrForma, quando il restauro diventa il futuro Promossi i primi 10 tecnici di restauro d'organo iscrizioni da tutta Italia per imparare il mestiere

Primo sole d’estate, ultimi giorni d’esame per chi conclude un percorso di studi. Nei corridoi della scuola di restauro CrForma, tesi alla mano, ci sono i primi dieci tecnici di restauro d’organo a livello nazionale. Sono diplomati e laureati under 30, storie diverse accomunate dalla stessa passione. Qualcuno ha scoperto il corso navigando in internet, altri si sono affidati al passaparola; tante strade diverse che li hanno portati a Crema da ogni angolo d’Italia. Per Federico Montaldo l’arte organaria è la passione che a soli 23 anni lo porta lontano da Genova, la sua città, dove cantava nel coro della Cattedrale. Per Federico Basso CrForma è un’avventura che si misura in chilometri, quelli percorsi tra Padova e Crema, fatta di notti in automobile e weekend di lavoro per potersi permettere gli studi. Scelta coraggiosa anche per Giuseppe Curulla, venticinquenne calabrese che dopo cinque anni in seminario ha cercato la propria strada. «La mia passione è cresciuta tra l’harmonium e l’organo, strumenti meravigliosi che ho deciso di scoprire». Così decide di lasciare la facoltà di architettura e partire per il nord Italia, destinazione Crema, senza badare allo scetticismo dei conoscenti. Un’esperienza preziosa che oggi, a distanza di tre anni, riporterà a casa con sé nella speranza di avviare un’attività quasi esclusiva nella propria regione. Il compagno di corso Federico Darilli gioca in casa, con un percorso personale tutto cremasco: prima il liceo artistico Munari, poi la laurea triennale in Scienze dei Beni Culturali e la scelta di specializzarsi nello strumento principe della propria città. Tre anni di studio, novecento ore di tirocinio e due giorni di prove interminabili che concludono un percorso fatto d’impegno, ambizione e voglia di rimboccarsi le maniche. [...]
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