Cassa in deroga, centinaia di lavoratori senza stipendio da mesi

Sono diverse migliaia in Lombardia, alcune centinaia in provincia di Cremona. Da mesi chi si trova in cassa integrazione in deroga non percepisce il relativo assegno a causa del blocco dell’erogazione delle risorse da parte dell’Inps. Uno stop che ha dell’assurdo se si pensa che i fondi sono stati stanziati dal governo (e che la Regione si è detta disponibile ad anticiparle di tasca propria) ma che fino a questo momento l’Inps non ha dato il via all’erogazione degli assegni per questioni di tipo burocratico. Una situazione esplosiva che - ribadiscono Cgil Cisl e Uil - rischia di minare la coesione sociale.
«Il quadro generale è in continuo peggioramento» - conferma Donata Bertoletti, membro della segreteria della Cgil con la delega al wefare e al mercato del lavoro. Da un lato si registra la «continua espulsione di persone dal mercato del lavoro, dall’altro cresce il numero di coloro che si trovano in cassa integrazione senza percepire l’assegno. Un dato può dare l’idea del dramma di questi mesi: di fronte ad un’economia che non accenna a riprendersi e a una crisi (ormai strutturale), che si protrae da cinque anni, a fine febbraio erano pervenute in Regione oltre 6.000 domande di aiuto da parte di altrettante aziende. Nella sola provincia di Cremona, fra gennaio e maggio di quest’anno, risultavano in mobilità 251 persone, in diminuzione del 26,39% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre in tutta la regione, nel mese di maggio, i licenziamenti sono stati 2.684, in crescita del 21,33% rispetto al 2012. Ma non basta: fra gennaio e maggio di quest’anno la cassa integrazione (ordinaria, straordinaria e in deroga) è cresciuta del 9,49% rispetto al 2012. «Non possiamo non evidenziare - continua Bertoletti - l’assurdità di una situazione in cui, a dispetto delle sblocco delle risorse da parte del governo (550 milioni di euro a fronte del miliardo previsto) e della disponibilità della Regione ad anticiparle, l’Inps non abbia ancora sciolto la riserva. Peraltro credo che il sindacato abbia fatto il possibile per favorire un percorso semplice e lineare quando lo scorso 2 luglio ha sottoscritto l’accordo sugli ammortizzatori in deroga».
«Il quadro generale è in continuo peggioramento» - conferma Donata Bertoletti, membro della segreteria della Cgil con la delega al wefare e al mercato del lavoro. Da un lato si registra la «continua espulsione di persone dal mercato del lavoro, dall’altro cresce il numero di coloro che si trovano in cassa integrazione senza percepire l’assegno. Un dato può dare l’idea del dramma di questi mesi: di fronte ad un’economia che non accenna a riprendersi e a una crisi (ormai strutturale), che si protrae da cinque anni, a fine febbraio erano pervenute in Regione oltre 6.000 domande di aiuto da parte di altrettante aziende. Nella sola provincia di Cremona, fra gennaio e maggio di quest’anno, risultavano in mobilità 251 persone, in diminuzione del 26,39% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre in tutta la regione, nel mese di maggio, i licenziamenti sono stati 2.684, in crescita del 21,33% rispetto al 2012. Ma non basta: fra gennaio e maggio di quest’anno la cassa integrazione (ordinaria, straordinaria e in deroga) è cresciuta del 9,49% rispetto al 2012. «Non possiamo non evidenziare - continua Bertoletti - l’assurdità di una situazione in cui, a dispetto delle sblocco delle risorse da parte del governo (550 milioni di euro a fronte del miliardo previsto) e della disponibilità della Regione ad anticiparle, l’Inps non abbia ancora sciolto la riserva. Peraltro credo che il sindacato abbia fatto il possibile per favorire un percorso semplice e lineare quando lo scorso 2 luglio ha sottoscritto l’accordo sugli ammortizzatori in deroga».
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