Al Pareggiato la musica è finita: nel 2014 attività a rischio per mancanza di fondi

Seicentocinquantamila euro spesi per i settantanove iscritti all’Istituto musicale pareggiato Monteverdi sono troppi, se poi si devono fare pagare le rette di asili e scuole comunali. Che vantaggio ne trae il territorio? A tirar fuori la questione è stato nei giorni scorsi in consiglio comunale il capogruppo del Pdl e presidente della commissione bilancio Luca Grignani. E’ forse il preludio ad una chiusura, dopo una travagliata esperienza durata poco più di una decina d’anni? «Al di sotto di questa cifra non si può andare, perchè diversamente si chiude – spiega l’assessore all’istruzione Jane Alquati, membro del Cda del pareggiato in rappresentanza del Comune -. Dobbiamo cercare di tener botta fino alla statizzazione. Il processo adesso è fermo, ma potrebbe anche diventare realtà, oppure ci si assume la responsabilità di chiudere da subito, dal momento che l’investimento non può essere inferiore ad un certo importo. Il vero problema è che non si riscontra un grande interesse verso questa istituzione: noi per quanto ci riguarda abbiamo già stanziato 650 mila euro, la Camera di Commercio ha fatto un leggero passo avanti, ed anche la Fondazione Stauffer ha mantenuto fede agli impegni, solo la Provincia ha stanziato il minimo possibile. Ma è il territorio che non risponde. Oltre tutto c’è da sanare la situazione pregressa, con altri 600 mila euro da ripianare. Un quadro drammatico». Talmente drammatico che Claudio Carboni, membro del Consiglio di amministrazione in rappresentanza del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha espresso parere negativo sul bilancio di previsione del 2012 perchè, al momento dell’approvazione, il Comune di Cremona non aveva ancora versato il contributo straordinario di 160 mila euro (109 mila per liquidazione ai dipendenti degli arretrati retributivi e 51 mila per la copertura delle spese di gestione) “e che pertanto si ravvisano le condizioni di incertezza che mettono a rischio la sopravvivenza dell’Istituto”. La difficoltà economica in cui versa l’istituto è stigmatizzata anche nella relazione annuale del Nucleo di valutazione approvata nello scorso mese di marzo in cui, se da un lato si evidenziano la corrispondenza tra gli obiettivi esplicitati nel progetto d’istituto ed i risultati conseguiti, dall’altro si sottolinea che “l’incertezza economica fattasi sempre più evidente costringe ad operare in condizioni particolarmente difficili ed impedisce all’Istituto una progettazione a lungo termine, creando evidenti difficoltà nell’avvio dell’anno accademico”. Le fonti di finanziamento dell’istituto sono di due tipi: le rette di iscrizione versate dagli studenti dell’istituto e dagli allievi dei corsi non pareggiati, e i contributi degli enti finanziatori, fra cui non rientra ad alcun titolo lo Stato ma solo la Regione Lombardia ed esclusivamente in relazione alla copertura di voci di spesa specifiche ben definite. Il ruolo di gran lunga preponderante viene invece svolto dal Comune di Cremona, pur in compresenza di importanti contribuzioni provenienti in primis dalla Fondazione Stauffer ed inoltre dalla Provincia di Cremona e dalla Camera di Commercio di Cremona. Nel 2012 il Comune ha versato 710 mila euro, la Fondazione Stauffer 180 mila euro, la Camera di Commercio 30 mila e la Provincia 40 mila.
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