Via Dante, è quasi una maledizione

Dovevano diventare gli Champs Elysées cremonesi, ed invece via Dante potrebbe rappresentare una maledizione anche per la giunta Perri, così come lo era stata per Corada. Quella tribolata riqualificazione, iniziata a ridosso delle elezioni amministrative del 2009, costò all’ex Sindaco la rielezione ed all’assessore alla partita, Daniele Soregaroli, la disapprovazione perenne. Chissà se anche il mite Francesco Zanibelli se ne rende adesso conto.
Per dirla tutta nessuno ha mai avuto le idee chiare su come chiudere definitivamente la partita di via Dante. Ad iniziare proprio dalla giunta Perri che, a pochi mesi dall’insediamento, era convinta che via Dante e viale Trento e Trieste dovessero restare così com’erano state lasciate. L’arredo urbano avrebbe potuto attendere. E la pista ciclabile pure.
Per dirla tutta nessuno ha mai avuto le idee chiare su come chiudere definitivamente la partita di via Dante. Ad iniziare proprio dalla giunta Perri che, a pochi mesi dall’insediamento, era convinta che via Dante e viale Trento e Trieste dovessero restare così com’erano state lasciate. L’arredo urbano avrebbe potuto attendere. E la pista ciclabile pure.
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