Crema, venti postazioni di rianimazione in tutta la città con i defibrillatori del progetto “Crema Vita”

Crema è da ieri la prima città lombarda ad aver applicato la delibera regionale per la collocazione dei defibrillatori in prossimità di luoghi di aggregazione e impianti sportivi. Grazie al progetto “Crema Vita”, la città si è dotata di venti postazioni di rianimazione cardiaca, di cui cinque in dotazione alle forze dell’ordine. Un’iniziativa promossa dall’Azienda Ospedaliera di Crema attraverso la direzione generale e le unità operative di Cardiologia e di Rianimazione-Pronto Soccorso con il contributo di Croce Rossa Italiana, Associazione “Un cuore per amico” e da undici tra soggetti privati e Club di servizio del Cremasco.
I defibrillatori sono stati sistemati in punti strategici della città. Dodici interni allo Stadio Voltini, Palestra Bertoni, Piscina Comunale, Palestra Cremonesi di via Pandino, Campo Bertolotti di Santa Maria, Palestra Toffetti di Ombriano, Campo Dossena, Cinema Portanova, Teatro San Domenico, Ufficio Anagrafe del Comune, Biblioteca, Università. Le postazioni esterne si trovano in zona Mercato (farmacia Bruttomesso), via XX Settembre (farmacia XX Settembre) e piazza Garibaldi (farmacia Bertolini).
Alle forze dell’ordine sono state riservate le postazioni mobili Dae: due ai carabinieri di Crema, una a Pandino, una a Soncino e una alla polizia locale di via Macello.
L’investimento totale per avviare il progetto è stato di circa 80 mila euro, comprendenti i costi per le apparecchiature e i cinque anni di contratto per le manutenzioni periodiche agli apparecchi.
Sono stati addestrati al corso circa 400 volontari che operano nei pressi delle sedi nelle quali sono stati collocati i defibrillatori. Il percorso di formazione ha seguito un programma di cinque ore stabilito dalla Regione Lombardia-Areu 118.Ai partecipanti è stata anche consegnata una dispensa informativa con le corrette procedure da seguire in caso di emergenza.
Soddisfatto della conclusione del percorso Luigi Ablondi, direttore generale dell’azienda cremasca e responsabile organizzativo del progetto. «I cittadini cremaschi possono sentirsi più al sicuro - sottolinea Ablondi - grazie ad un sistema efficiente che assicura interventi rapidissimi per salvare vite umane. Tutti gli apparecchi sono controllati in remoto dalla centrale operativa del 118. Gli operatori - conclude - possono aiutare i soccorritori a superare eventuali crisi di panico e, nel contempo, monitorare il corretto funzionamento dei macchinari».
I defibrillatori sono stati sistemati in punti strategici della città. Dodici interni allo Stadio Voltini, Palestra Bertoni, Piscina Comunale, Palestra Cremonesi di via Pandino, Campo Bertolotti di Santa Maria, Palestra Toffetti di Ombriano, Campo Dossena, Cinema Portanova, Teatro San Domenico, Ufficio Anagrafe del Comune, Biblioteca, Università. Le postazioni esterne si trovano in zona Mercato (farmacia Bruttomesso), via XX Settembre (farmacia XX Settembre) e piazza Garibaldi (farmacia Bertolini).
Alle forze dell’ordine sono state riservate le postazioni mobili Dae: due ai carabinieri di Crema, una a Pandino, una a Soncino e una alla polizia locale di via Macello.
L’investimento totale per avviare il progetto è stato di circa 80 mila euro, comprendenti i costi per le apparecchiature e i cinque anni di contratto per le manutenzioni periodiche agli apparecchi.
Sono stati addestrati al corso circa 400 volontari che operano nei pressi delle sedi nelle quali sono stati collocati i defibrillatori. Il percorso di formazione ha seguito un programma di cinque ore stabilito dalla Regione Lombardia-Areu 118.Ai partecipanti è stata anche consegnata una dispensa informativa con le corrette procedure da seguire in caso di emergenza.
Soddisfatto della conclusione del percorso Luigi Ablondi, direttore generale dell’azienda cremasca e responsabile organizzativo del progetto. «I cittadini cremaschi possono sentirsi più al sicuro - sottolinea Ablondi - grazie ad un sistema efficiente che assicura interventi rapidissimi per salvare vite umane. Tutti gli apparecchi sono controllati in remoto dalla centrale operativa del 118. Gli operatori - conclude - possono aiutare i soccorritori a superare eventuali crisi di panico e, nel contempo, monitorare il corretto funzionamento dei macchinari».