Sottopasso di via Indipendenza il discorso del sindaco Bonaldi per l'inaugurazione dell'opera

14 GIU 13
Ultimo aggiornamento: 01:3613 GIU 26
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Di seguito, il discorso del sindaco di Crema Stefania Bonaldi per l'inaugurazione del sottopasso di via Indipendenza. Presente anche l'ex primo cittadino Bruno Bruttomesso, come testimone e rappresentante dell'amministrazione che diede il via ai lavori.
«Questo sottopasso, il sottopasso ferroviario di via indipendenza, è stato ispiratore di molte parole, ma pure di qualche recente atteggiamento fuori misura. Ne prendiamo atto, del resto ciascuno interpreta lo stile a modo proprio ed oggi siamo qui per l’inaugurazione ufficiale dell’opera. Un’opera che ci costerà 6,8milioni di euro, di cui 3,9 di quota capitale, 2,2di interessi e 621.000 euro di oneri finanziari, a totale carico del Comune di Crema. Un’opera finanziata mediante la formula del leasing in costruendo, oggi già non più praticabile per un Comune come Crema, con i continui vincoli introdotti dalla Corte dei Conti dal 2009 e con il patto di stabilità ed i limiti di indebitamento. Ciò a riprova delle difficoltà e degli equilibrismi di questi anni nel reperire, da parte dei Comuni, formule e strumenti adeguati di finanziamento di opere pubbliche a fronte del blocco totale dei mutui. Un canone annuo, quello del leasing, che ammonta a 342mila euro, gravanti sulla parte corrente del Bilancio Comunale, cioè su quella parte delle risorse che finanzia la spesa per i servizi, il personale, le utenze, le manutenzioni, contraendone la capacità. Un costo che si protrarrà per i prossimi venti anni. Quelli citati sono fatti, non certo opinioni. Possono infastidire, ma questo non fa perdere ai fatti la loro natura evidente. Tutto ciò premesso, siamo qui per inaugurare un’opera pubblica che certo avrà effetti positivi sulla qualità di vita di migliaia di persone che durante la giornata si spostano lungo questo asse viario. Non ammettere tale positività sarebbe ingeneroso e scorretto, oltre che infantile. Ma sarebbe soprattutto di parte, un lusso che non possiamo e non vogliamo permetterci, poiché le amministrazioni devono sentire l’obbligo morale, oltre che amministrativo, di garantire con buon senso anche quelle scelte che non condivisero. Questa Amministrazione lo ha fatto lealmente. L’amministrazione guidata da Bruno Bruttomesso decise di portare avanti questo intervento, pure consapevole di alcune forti criticità, ma convinta che gli elementi di positività avrebbero superato i dubbi e le incertezze del momento. Le forze dell’allora minoranza, fra le quali anche la sottoscritta, che oggi amministrano la città sostenevano invece che l’intervento ottimale fosse un altro, il prolungamento della gronda Nord e un superamento ferroviario più esterno, meno impattante sulla città e tale da non portare il traffico pesante così a ridosso dell’abitato. Vi fu una dialettica forte, come si conviene quando un’opera modifica in profondità l’immagine del luogo che abitiamo, ma fu dialettica civile, democratica, rispettosa, condotta con la passione che spesso segna i dibattiti nella nostra città, una dialettica arricchita di argomenti, deduzioni, controdeduzioni e atti amministrativi conseguenti. Un dibattito che allora non trovò un punto di sintesi, ma che fu ugualmente prezioso e che oggi non possiamo rinnegare, per rispetto a tutti coloro che vi si impegnarono con grande passione. Oggi l’opera è finalmente completata. Forse è giunto il momento di ricercare anche quel punto di sintesi. L’orizzonte nel quale ogni buon amministratore deve misurarsi è la realtà. E’ giusto e sacrosanto coltivare anche qualche sana “visione”, che aiuta a individuare scenari nuovi e soluzioni alternative, ma ogni volta occorrono poi concretezza e realismo, ingredienti indispensabili nelle nostre famiglie così come nella comunità. Quello stesso realismo, senso di responsabilità, rispetto per le decisioni assunte democraticamente e per le risorse già messe in campo, non ci ha consentito, nemmeno per un istante, di considerare alternative una volta insediati. Abbiamo preso in carico l’opera con decisione e ci siamo messi in marcia per favorirne l’ultimazione, operando approfondimenti, apportando modifiche e quegli accorgimenti che si sono resi necessari per favorire il più possibile la fluidità del traffico nonché la funzionalità del manufatto. Per dovere di cronaca aggiungo che il posizionamento della ciclabile era già progettato ed appaltato così com’è. Ma il progetto ed i lavori sono stati condotti a termine.  Dalle prime ore del nostro insediamento, quest’opera è diventata anche la nostra opera, di più, l’opera di un’intera comunità, visto che le forze politiche allora in maggioranza insieme a quelle di oggi, rappresentano la quasi totalità dell’elettorato cremasco. Giusto che qui ci fossero rappresentanti dell’amministrazione che l’ha progettata, sostenuta, approvata ed avviata, e rappresentanti di quella che l’ha presa in carico, condotta a termine e, lasciatemelo dire, che la recepirà nel proprio bilancio. Per tale ragione, questa stessa inaugurazione origina opinioni drasticamente differenti. Registra tentativi di appropriazione da una certa parte e malcelate sopportazioni da un’altra. Censisce presenze infastidite e assenze egualmente insofferenti. Eppure, di fronte a quest’opera, io dico che siamo costretti, con la responsabilità che deve accompagnare chi amministra la cosa pubblica, a trovare un punto di incontro, cominciando a esprimere tutto il compiacimento per gli effetti positivi che il sottopasso avrà sulla vita dei cittadini cremaschi, così come del mondo economico e produttivo locale, servito proprio da questo sottopasso. Non mi resta quindi che ringraziare il dottor Bruno Bruttomesso, cui darò subito la parola, che rappresenta oggi tutti coloro che vollero quest’impresa, così come ringrazio il nostro ing. Galli, pure presente, che ha accompagnato con pazienza, competenza e apprensione tutte le fasi dei lavori, sarà lui stesso a ringraziare poi tutti gli attori che hanno avuto parte nella progettazione e nella realizzazione».