Coppia cremasca compra neonato in Ucraina da madre surrogata Nei guai per alterazione di stato

Il desiderio di avere finalmente un figlio ha portato, due anni fa, una coppia cremasca a recarsi a Kiev presso una società accreditata e pagare alcune migliaia di euro per affittare l'utero di una ragazza. A settembre 2011 il parto gemellare con uno dei due neonati che muore subito dopo. Completate le pratiche presso l'anagrafe ucraina, la coppia torna in Italia con il bambino ma è qui che cominciano i guai.
Il piccolo, che ora ha poco più di due anni, viene affidato ad un istituto e la coppia denunciata con l'accusa di alterazione di stato. I cremaschi sono difesi dall'avvocato Giovanni Passoni. «Il capo d'imputazione all'udienza preliminare - commenta il legale - è assolutamente infondato. In base alla convenzione bilaterale che esiste tra Italia e Ucraina - prosegue - la nostra giurisdizione non è competente per discutere le decisioni della giustizia di Kiev che autorizza tale pratica». La prossima udienza è fissata per il 26 giugno a Crema.